In un'intervista rilasciata a Libero, Maurizio Costanzo è tornato a parlare dell'intervista a Pietro Maso e del motivo che lo ha spinto a scegliere di portarlo in tv. Ha chiarito, inoltre, che l'uomo –  che a vent'anni uccise entrambi i genitori per ottenere l'eredità – ha percepito un compenso come tutti gli ospiti, ma "nulla di straordinario".

Perché Maurizio Costanzo ha deciso di intervistare Pietro Maso.

In merito alle numerose polemiche scatenatesi dopo l'annuncio che indicava Pietro Maso come primo ospite del programma ‘L'intervista', Maurizio Costanzo ha commentato: "Credo che la rimostranza social non abbia trovato nella realtà alcun contrappunto". Quindi ha spiegato come è nato il desiderio di intervistarlo

"Qualche tempo fa è uscito un suo libro che ho leggiucchiato qua e là. Mi è parso interessante, ho voluto ospitarlo. Non è stato facile averlo. Come l'ho convinto? Se n'è occupato un collaboratore. Tutti gli ospiti de ‘L'intervista' percepiscono un cachet. Quello di Maso non è stato nulla di straordinario".

"È eticamente giusto pagare un assassino?", gli è stato chiesto. Il giornalista ha replicato: "La giustizia italiana ha stabilito una pena che Maso ha scontato. Un magistrato gli ha concesso la libertà e, a suggello di questa, un passaporto. È volato in Spagna dopo il programma".

Maurizio Costanzo replica a chi lo ha definito ‘sciacallo'

Maurizio Costanzo ha replicato a coloro che lo hanno definito ‘sciacallo' per aver dato spazio a una persona che ha massacrato i propri genitori: "Io suppongo, dopo tanti anni di giornalismo, di saper fare questo mestiere con la giusta attenzione, cercando di capire chi ho davanti. Cosa ho capito di Maso? Ho sentito il peso che porta e intuito che fattori esterni, le cattive compagnie, l'alcol e le droghe abbiano contribuito al gesto. Se ho creduto nella sua redenzione? Me lo sono chiesto più volte. Ho visto le sue lacrime, ascoltato le sue parole. ‘Sono pentito', mi ha detto. Ma in tribunale a testimoniare per l'avvenuta redenzione non ci andrei".

Pietro Maso massacrò i genitori per ottenere l'eredità.

Dopo tre tentativi falliti, nella notte tra il 17 e il 18 aprile 1991, Pietro Maso insieme a Giorgio Carbognin e agli amici Paolo Cavazza e Damiano Burato uccide i genitori Antonio Maso e Maria Rosa Tessari. Alle 23:10, la coppia entra in garage. Poco dopo entrambi vengono massacrati. In principio le indagini si concentrano sulla pista della rapina finita male. In poco tempo, però, agli inquirenti appare evidente che l'assassino è proprio il figlio ventenne della coppia. Maso viene condannato a 30 anni e 2 mesi di carcere. Grazie all'indulto, la fine della pena viene fissata al 2015. Il 15 aprile 2013, Pietro Maso è tornato in libertà.