Dietrofront di Matteo Salvini, e quindi si presuppone della Lega, sulla posizione presa dal partito nei confronti di Cristina Parodi, la conduttrice che pochi giorni fa aveva espresso forti critiche nei confronti della forza politica attualmente al governo con il Movimento 5 Stelle. Il leader del partito e ministro degli interni ha parlato della questione a Radio Radicale venerdì 12 ottobre, chiarendo la sua posizione e, come è tipico del suo approccio comunicativo, sfruttandolo per rimarcare una differenza netta tra sé e i suoi seguaci rispetto all'opposta parte politica:

Leggevo che alcuni parlamentari della Lega hanno attaccato Cristina Parodi per le parole poco carine nei miei confronti, ha detto che il successo della Lega è dovuto all’ignoranza. Ma io li chiamerò e dirò di passare sopra, lasciamo che siano gli altri a fare polemiche, noi dobbiamo pensare a lavorare, poi gli elettori ci giudicheranno

Le critiche di Cristina Parodi alla Lega

La conduttrice de La Prima Volta, programma in onda alla domenica pomeriggio su Rai1, aveva parlato così a I Lunatici di Radio 2 nel merito del partito guidato da Salvini: "A cosa è dovuta l’ascesa di Salvini? All’arrabbiatura della gente. Al fatto che probabilmente non è stato fatto molto di quello che era stato promesso di fare. È dovuta alla paura e anche all’ignoranza. Mi fa paura vedere un tipo di politica che è basata sulla divisione, sui muri da erigere".

Non c'è bisogno di precisare per quale motivo il valore di parole di questo tipo cresca se pronunciate dalla Parodi, moglie di Giorgio Gori, sindaco di Bergamo e storico spin doctor di Matteo Renzi negli anni in cui l'ex sindaco di Firenze riuscì a conquistare la segreteria del Partito Democratico, arrivando poi a guidare il governo.

La Lega risponde alla conduttrice de La Prima Volta

Non a caso La Lega aveva risposto così tramite una nota dei parlamentari leghisti Paolo Tiramani, Massimiliano Capitanio, Dimitri Coin, Igor Iezzi, Giorgio Bergesio, Simona Pergreffi e Umberto Fusco.

Se Cristina Parodi è tanto delusa dalla politica italiana scenda in campo. E, soprattutto, lasci la Rai. Con le sue offese a Matteo Salvini, la giornalista e moglie del sindaco Pd di Bergamo, Giorgio Gori, ha utilizzato il servizio pubblico radio-televisivo a proprio uso e consumo, facendo propaganda politica alla faccia del pluralismo informativo e ciò non è giustificabile. Ne chiederemo conto in Commissione di Vigilanza Rai con un’interrogazione.