Tra gli ospiti della seconda puntata di Domenica In c'è stato anche l'attore americano Matt Dillon. Reduce dall'esperienza del Festival del Cinema di Venezia dove presenziava come membro della giuria internazionale, l'attore ha parlato dei suoi esordi, raccontando come è arrivato nel mondo del cinema e poi parlando del suo amore per l'Italia.

Gli inizi con Francis Ford Coppola

Matt Dillon è uno dei nomi più noti del panorama hollywoodiano e nella sua carriera ha ricoperto diversi ruoli memorabili, sin dai suoi inizi quando era poco più che un ragazzino e fu scritturato per alcuni piccolo ruoli che lo hanno lanciato nel mondo patinato del cinema americano. A raccontarlo è lui stesso nel salotto di Mara Venier, dove ricorda i suoi esordi con Francis Ford Coppola, che lo scelse per interpretare ben due film: "Non sono stato un attore bambino, sapevo che avrei avuto quella parte, me lo sentivo, non so come spiegarlo. Per noi attori era un onore lavorare con coppola ed è il per questo che sono andato in Italia la prima volta. C'erano dei casting, concorrenza a destra e sinistra, ero sicuro che lui non mi volesse per quella parte e lui disse :"penso che puoi andare a casa" pensai che non mi volesse, poi mi hanno chiamato e mi hanno detto "gli sei piaciuto, la parte è tua"

L'amore per l'Italia e Roberta

Ed è proprio grazie al regista di origine italiana che Matt Dillon è arrivato nel nostro paese e se n'è innamorato. In realtà non si tratta di un amore per qualcosa che è semplicemente bello, ma si tratta di un sentimento di appartenenza. E neanche a volerlo fare appositamente, la sua fidanzata è proprio italiana: "Fui invitato qui, a Roma, per delle interviste pubblicitarie per "Rusty il selvaggio". Per me è stato un grandissimo shock quando venni qui, non credevo ai miei occhi per quello che vedevo, più che innamorarsi un posto bellissimo, l'Italia l'ho vista un po' come una patria, gli italiani sono un popolo caloroso, mi sono sempre sentito ben accolto. E infatti adesso sono felice e sto con una donna italiana, Roberta. Durante il lockdown lei era qui, io a New York perché dovevo finire di montare un documentario, è stato difficile".