Marta Cosentino, giornalista di Rai3, ha pubblicato una lunga lettera su Corriere.it nella quale ha ricordato quando, da bambina, si ammalò di leucemia linfoblastica acuta. Riuscì a sconfiggerla e a 9 anni potè tornare a scuola. La Cosentino, che oggi ha 31 anni, ha raccontato quel percorso alla luce della storia del bambino di Castrelfranco Veneto che – pur avendo sconfitto la malattia – non può tornare a scuola perché nella sua classe ci sono dei bambini non vaccinati:

"All’inizio ti tengono letteralmente in una bolla, come se il pericolo fossi tu. In realtà sei tu a essere in pericolo, in nessun modo lo rappresenti. Mascherine, contatti centellinati e sterili, un telo di plastica a proteggerti e un cartello con una freccia rossa appeso alla porta dell’anticamera. Nel reparto di ematologia pediatrica dell’ospedale San Gerardo di Monza i casi di immunodepressione acuta venivano indicati così. Poi, se sei abbastanza forte e abbastanza fortunato, ti rompono il guscio e ti restituiscono alla vita vera, con le sue meraviglie e suoi rischi. Senza teli di plastica a proteggerti ma legata a doppia mandata ad un filo tenuto su, in larga parte, dal buon senso delle persone che ti circondano".

Il bambino che ha sconfitto la leucemia ma non può tornare a scuola

Ha fatto discutere il caso del bambino veneto di otto anni, che con forza e coraggio è riuscito a sconfiggere la leucemia. Il piccolo, di cui non è stato diffuso il nome per motivi di privacy, pensava di poter finalmente tornare alla vita normale e dunque, riabbracciare i suoi compagni tra i banchi di scuola. Tuttavia, non è stato possibile. Nella sua classe, infatti, ci sono dei bambini non vaccinati. Ciò potrebbe rivelarsi pericoloso per le sue condizioni di salute. Il Gazzettino ha intervistato il direttore generale della Usl, Francesco Benazzi, che ha confermato: "È un caso che ancora non ci siamo trovati a dove affrontare concretamente. Effettivamente è una situazione che può porsi per un bambino che abbia superato una leucemia o per altri bambini immunodepressi: è opportuno che non frequentino altri piccoli non vaccinati".

Il ritorno a una vita normale dopo la malattia

La giornalista Marta Cosentino ha rimarcato quanto sia importante il ritorno a scuola per quel bambino. Ricorda che lei aveva tanta voglia di tornare in classe e riprendere il passo con gli altri, anche se qualcuno le fece notare che i suoi capelli erano caduti. Riuscì a non compromettere la sua salute grazie all'amore della sua famiglia e al buonsenso delle maestre e dei compagni, che non misero mai a rischio la sua vita:

"Ci volevo tornare io e ci deve tornare il bambino di Castelfranco Veneto, senza che la scuola diventi per lui esperienza di emarginazione e insidia. Sono stata salvata da un protocollo sperimentale cui un computer mi ha associata, pescando tra una rosa di altri possibili protocolli. Sono stata salvata dall’amore di una famiglia che per farmi sentire meno diversa, meno goffa, si è rasata i capelli. Sono stata salvata dalla cura e dal buonsenso di maestre e compagni cui era stato chiesto di segnalare uno starnuto o un colpo di tosse e, in quel caso, sarei stata io ad essere allontanata. Sono sopravvissuta da decenni e, fino a questi giorni, l’avevo quasi dato per scontato perché avevo dato per scontata la fortuna, l’ennesima, di essere protetta".