La penultima puntata stagionale di Domenica In ha visto come ospite Manuel Bortuzzo, il giovanissimo nuotatore rimasto ferito da un colpo di pistola a Roma. Il ragazzo è sulla sedia a rotelle ma è fermamente convinto di poter tornare a camminare. In un segmento molto emozionante, Manuel ha raccontato a Mara Venier quello che gli è successo e quanto lo stiano aiutando l'amore e la solidarietà delle persone.

Mi è arrivato tutto l'affetto dell'Italia, è bellissimo. Vedere tutto questo mi fa vivere sereno. Ho sempre pensato che in quel momento non ero io la persona sbagliata nel momento sbagliato. Il problema non è stato lo scambio di persona, ma nel gesto compiuto. Non ho approfondito la situazione, non so per chi sono stato scambiato. Non ho certezze su quella serata. Ero uscito con la mia ragazza, che frequentavo da una settimana. Dopo una festa volevamo berci una cosa in un bar. Si è parlato di una rissa, tempo di andare dall'altra parte dello strada e ho sentito il motorino arrivare. In un secondo ho visto una persona con una pistola puntata verso di me. Mi ricordavo di essere rimasto in piedi, ma rivedendo il video ho scoperto che sono caduto per terra. Ho anche rischiato di battere la testa contro un vaso, ci mancava anche quello!

La dichiarazione d'amore alla fidanzata

Parentesi romantica nell'intervista a Manuel, con Mara Venier che si è molto emozionata nel chiedere al ragazzo le parole pronunciate alla fidanzata Martina subito dopo il ferimento, prima che arrivassero i soccorsi: "In quel minuto in cui sono rimasto cosciente, le ho detto ti amo. Pensavo di averglielo detto una volta sola, invece lei mi ha spiegato che gliel'ho ripetuto 3-4 volte. Lei era già scioccata per quello che è successo, chissà dopo questa!".

Il sogno: tornare a camminare e le Paralimpiadi

"A livello pratico ora faccio un'altra vita", ha raccontato Manuel. "Fortunatamente, nella sfortuna, sono rimasto sano mentalmente. Da quel punto di vista sono lo stesso di prima". Al suo fianco, la famiglia, la fidanzata Martina e gli amici. Ora il ragazzo vive a Roma con il padre (mentre la mamma e i tre fratelli sono per il momento rimasti a Treviso) e ogni giorno lavora al suo processo di riabilitazione: è tornato a nuotare e sogna le Paralimpiadi, ma è certo che tornerà a usare le gambe.

Quando sono tornato per la prima volta a vedere la piscina, solo a sentire l'odore del cloro mi sono messo a piangere. Qualche giorno dopo ho riprovato a nuotare mi sono sentito come sempre, come se non fosse successo nulla. La federazione mi sta aiutando moltissimo. Oggi il mio sogno più grande è tornare a camminare, e ci sto lavorando. So solo io dove posso arrivare, mi sento che andrà bene. Faccio fisioterapia e nuoto tutti i giorni. Il sogno è anche fare le Paralimpiadi a Tokyo, ma so che devo allenarmi tantissimo.

La storia di Manuel in un film, le parole per gli aggressori

Sulla storia di Manuel Bortuzzo, esiste addirittura il progetto di un film, al quale sta già lavorando Raoul Bova i cui dettagli restano ancora top secret. È grandissima la serenità con cui il giovane sta affrontando questo delicato percorso, nel segno dell'ottimismo e del coraggio. Senza sentimenti di rancore e frustrazione nei confronti dei suoi aggressori, di cui non si è interessato:

Non ho molto seguito la vicenda giudiziaria perché ero in ospedale. Non so nemmeno i loro nomi e non voglio saperli. Non so se hanno cercato di contattarmi, a me non è arrivato nulla. Delle loro scuse ora non mi interessa, voglio pensare a cose più belle.