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Manuel Bortuzzo: “Con l’incidente ho perso tanto, ma ho fatto esperienze che pensavo impossibili”

Manuel Bortuzzo sarà attore nel docufilm “Ultima gara” che andrà in onda su Canale 5 il prossimo 3 giugno. L’ex nuotatore, costretto su una sedia a rotelle da un incidente che gli ha tolto l’uso delle gambe, sarà uno dei protagonisti, assieme a tanti ex nuotatori, del primo film che Raoul Bova firmerà da regista.
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Manuel Bortuzzo sarà attore nel docufilm "Ultima gara" che andrà in onda su Canale 5 il prossimo 3 giugno. L'ex nuotatore, costretto su una sedia a rotelle da un incidente – è stato vittima di una sparatoria – che gli ha tolto l'uso delle gambe, sarà uno dei protagonisti, assieme a tanti ex nuotatori, del primo film che Raoul Bova firmerà da regista, con il supporto di Marco Renda. Un'occasione, per il nuotatore, nata mentre era ancora in ospedale: poche settimane dopo l'incidente, infatti, si presentò l'attore per proporgli l'offerta di far parte di un film che nel cast prevedeva anche Filippo Magnini, Massimiliano Rosolino e Emiliano Brambilla.

La prova come attore con Raoul Bova

Occasione che l'atleta ha preso al volo e che lo ha portato a fare un'esperienza completamente nuova, che mai avrebbe pensato di poter fare prima. "Raoul voleva mostrare cosa c’è dietro l’immagine vincente degli sportivi. Me ne ha parlato così e poi mi ha detto: pensaci. Ma io gli ho dato subito il mio sì: quando mi sarebbe ricapitato di fare un film assieme a lui" ha detto Bortuzzo in un'intervista al Corriere della Sera a cui ha spiegato anche quanto gli sia piaciuta la vita del set. Ripensando a quei giorni, Bortuzzo si rende conto anche di quanto tempo sia passato – il film è stato girato due anni fa – che quello era un altro sé: "Oggi mi sento una persona un po’ diversa. Lì ero nel pieno dello sconvolgimento per quello che mi era successo. Ora sono cambiato, per fortuna in meglio".

Le esperienze dopo l'incidente

Sono state settimane e mesi di dolore, ovviamente, ritrovatosi all'improvviso catapultato in un'altra vita, ma Bortuzzo spiega che quello che è avvenuto dopo è riuscito comunque a dargli qualcosa di inaspettato: "La verità è che dopo l’incidente ho fatto esperienze che mai avrei ritenuto possibili, compreso questo film (…) Ho perso tanto, per questo mi piace notare quante cose sono successe che mai avrei pensato".

Il set come supporto alla terapia

La vita del set lo ha molto aiutato, ha spiegato l'atleta, è stato parte di una terapia che gli ha fatto capire che non era l'unico che provava dolore: "Il punto è che io, come gli altri, siamo arrivati impreparati al dolore, come se mai potesse accadere. Bisogna realizzare che le cose succedono. Ma in qualsiasi situazione, abbiamo sempre modo di reagire"

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