Corrado Augias è finito nel mirino di alcuni esponenti del Movimento 5 Stelle in Vigilanza Rai. Il giornalista, scrittore e conduttore del programma di Rai3 ‘Quante storie‘ è stato accusato di guadagnare troppo e di "rivendicare valori di sinistra ma con il portafogli a destra". Augias ha replicato in un'intervista rilasciata a Radio Capital.

Le accuse del Movimento 5 Stelle

Come riporta AdnKronos, in queste ore le commissarie in Vigilanza Rai Carmen Di Lauro, Mirella Liuzzi e Maria Laura Paxia hanno dichiarato di trovare eccessivo il compenso di Corrado Augias. La Di Lauro ha parlato di "sperpero di denaro pubblico" e ha aggiunto: "A Corrado Augias non basta lavorare e scrivere per il gruppo del Pd L’Espresso/La Repubblica, ma porta a casa anche 370mila euro dalla Rai". Anche la Liuzzi ha espresso lo stesso disappunto e ha detto di comprendere l'eventuale indignazione dei cittadini per stipendi come quello di Augias o di Fazio: "I cittadini non possono che essere indignati per stipendi stellari, come quello di Corrado Augias […] o di Fabio Fazio che addirittura ne prende 2milioni e 200mila all’anno. Sono somme fuori dal mondo". Sulla stessa linea anche la Paxia: "Come mai la sinistra moralizzatrice non si indigna per i 370mila euro di stipendio del giornalista Corrado Augias? È ormai evidente quanto questi personaggi siano bravi a fare i moralizzatori, rivendicando i valori di sinistra, tranne poi avere il portafogli a destra facendosi pagare degli stipendi a dir poco esorbitanti". Ha concluso parlando di una Rai "invasa da giornalisti riconducibili al Partito Democratico".

La replica del giornalista

Corrado Augias ha replicato in un'intervista rilasciata al programma ‘Circo Massimo' in onda su Radio Capital. Il giornalista per prima cosa ha difeso la sua trasmissione ‘Quante storie', rimarcando gli ascolti soddisfacenti e l'efficienza della redazione del programma. Poi ha detto la sua sulla polemica riguardo al suo compenso che si è innescata nelle ultime ore:

"Io credo che dia fastidio Rai3. Io credo che Rai3 e Repubblica siano accomunabili perché tra loro c'è una certa affinità di pensiero di opposizione e questo innervosisce. È l'unico polo di opposizione organica culturale che c'è nel Paese. Il Presidente della Rai Foa? Non l'ho mai visto. Io sono tranquillo. Se mi vogliono cacciare dalla Rai, pazienza".