Vincenzo Mollica è andato in pensione. Il volto della cultura e dello spettacolo del Tg1, che per 40 anni ha tenuto compagnia ai telespettatori, si ritira a vita privata forte dell'enorme affetto dei suoi colleghi e dei telespettatori stessi. Da settimane Mollica viene celebrato nei corridoi del servizio pubblico, dopo essere stato protagonista al Festival di Sanremo 2020, l'ultimo della sua carriera, concessogli dalla Rai in deroga con lo slittamento di un mese della sua andata in pensione, su esplicita richiesta di Amadeus e Fiorello.

Nelle scorse ore è arrivato il momento dell'arrivederci definitivo, con la festa organizzata dal direttore del Tg1 Carboni. Molto toccante il discorso con cui Mollica si congeda, che riprendiamo grazie a un video pubblicato da un dipendente Rai all'interno dei gruppi Facebook aziendali: "Quando sono entrato non mi sembrava vero – dice un Mollica che scherza anche sul tremolio effetto del Parkinson – Sono sempre stato orgoglioso di lavorare per il Tg. Quando sono entrato ero con Enrico Mentana e ci sembrava Disneyland, un posto fantastico". Il giornalista ha quindi parlato del legame viscerale creatosi con il Tg1:

Piano piano è diventato per me un sentimento, veniva subito dopo la mia famiglia. È stato semplice. Ho sempre considerato importanti le persone e non le casacche che vestivano, di cui non mi è mai importato. Tutte le persone che hanno lavorato al Tg1, di loro mi è sempre importato, dalla redazione agli operatori, fino agli assistenti. Sono stati tutti persone, più che personaggi o casacche. Dice "che partito sei?". Sono il partito di Corto Maltese, di Fellini, di Totò, di Mastroianni, Alberto Sordi. Questi sono stati i miei punti di riferimento, da cui c'è molto da imparare.

I ringraziamenti di Vincenzo Mollica

Quindi è arrivato il momento dei ringraziamenti, non senza una certa commozione: "Vorrei dire grazie e dire che a governarmi è stata sempre la passione. Una parola importante, non perdetela mai quando fate questo mestiere. Grazie a tutti quelli che mi hanno voluto bene, regalandomi tanto affetto e collaborazione, rapporti sincero. Ma grazie anche ai figli di mignotta, voglio dedicare loro un pensiero perché ci sono stati e ci saranno sempre. Sono una categoria particolare cui bisogna dire grazie, perché ci hanno indicato bene la strada che non dovevamo perseguire. Dove andavano loro, non dovevamo andare noi. Le persone, ricordatelo sempre, la sostanza sono le persone. ". Quindi il saluto finale:

Sono entrato al Tg1 come un essere umano e ne esco come un pupazzo, un papero e persino un emoji.