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Lo staff di Tamarreide racconta il programma e i protagonisti

Il regista, la produttrice, la conduttrice e il sociologo di Tamarreide spiegano il programma ai telespettatori.
A cura di Marianna D Onghia
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tamarri di italia 1

Viste le continue accuse al programma e le minacce di chiusura a Tamarreide, continuano i tentativi di difesa da parte di produttori, organizzatori e personaggi direttamente coinvolti nella docu-soap di Italia 1: le ultime parole famose arrivano dal Telefilm Festival 2011, che ha visto i 7 tamarri (dopo l'eliminazione di Angelica) posare per fotografi e telecamere dell'evento, portando l'atmosfera tamarra alla premiazione televisiva. Ad accompagnarli c'erano Fiammetta Cicogna, Cristiana Farina in rappresentanza della casa produttrice Maddoll, il regista D'Onofrio e il professor Alberto Abruzzese, cioè il sociologo che vediamo intervenire durante le puntate del programma per spiegare la fenomenologia tamarra e la reazione della società ai coatti.

E' proprio il professore di sociologia della IULM milanese a prender per primo le difese di questa particolare tipologia di essere umano, dipinta dall'esperto come avvezza all'ostentazione dell'immagine, ma non per egocentrismo o presunta superiorità, bensì per provocazione al comune senso della normalità e per espressione del proprio spirito libero. Abbigliamento e accessori vistosi, tatuaggi, piercing e modi originali d'apparire, fanno il loro essere: è l'essenza dei protagonisti di Tamarreide che  ha colpito il regista D'Onofrio, dal quale proviene la "brillante" idea di questo programma, nata tre anni fa osservando uomini e donne simili a Claudio e Cristiana e proprio dall'incontro con quest'ultima ha preso piede il progetto.

Cristiana-Mirò-Tamarreide-12

Una docu-soap di cui lo stesso regista svela le dinamiche, rivelandone un'analogia con il programma statunitense da poco approdato a Firenze: nonostante la difesa di Fiammetta dall'accusa di plagio a Jersey Shore, entrambi sembrerebbero svolgersi da copione. D'Onofrio racconta infatti della decisione della scaletta quotidiana, dell'intento di porre i tamarri di fronte a determinate situazioni e dello stimolo a reagire come sentono, a seconda delle circostanze, insomma la definizione della Mediaset di "verità nella loro falsità" calza a pennello. Dalle parole del regista, risulta quindi che il programma di Italia 1 non lo fanno i tamarri, ma gli autori, che cercano di sfruttare al massimo la natura disinibita delle loro "marionette".

L'intento del programma è però preservato, visto che la stessa conduttrice ne aveva parlato come di un documentario, leggero come una soap opera, ma che facesse il quadro del mondo coatto, un mondo la cui libertà e indipendenza dagli schemi affascina Fiammetta Cicogna  che trova nella diversità dei suoi tamarri il tratto comune dell'umanità. Cristiana Farina, autrice di Un posto al sole, sottolinea la semplicità di personaggi come Antonio e di quanto i tamarri abbiano da raccontare, tra esperienze e scelte di vita.Insomma, i protagonisti di Tamarreide sono tamarri con una storia nel loro fardello, ma i tempi televisivi spingono autori e regista a provocare i loro istinti e le loro reazioni, così che arrivino dirette e immediate al telespettatore, che ha poche puntate a disposizione per approfondire il mondo tamarro, qualora lo voglia.

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