A Live – Non è la D’Urso, Tony Colombo e Tina Rispoli rispondono a Camorra Entertainment, l’inchiesta di Fanpage.it che svela cosa si nasconde dietro la coppia d’oro della musica neomelodica. In studio, il cantante e la moglie hanno affrontato le 5 sfere del programma. A porre le domande sono stati Alessandra Mussolini, Giampiero Mughini, Simona Izzo, Veronica Maya e Riccardo Signoretti. Dopo avere mostrato i primi minuti della prima puntata di Camorra Entertainment, Colombo si difende: “Vorrei piangere e sorridere. Loro (Fanpage.it ndr) non possono pubblicare certe cose, ho depositato le querele, hanno una diffida. Stiamo spegnendo la tv e abbiamo tolto il cellulare a mio figlio per paura che veda una cosa del genere e si faccia un’idea sbagliata del padre”.

Il rapporto di Tony Colombo con Nicola Inquieto

Colombo risponde del rapporto con Nicola Inquieto, l’uomo condannato a 16 anni di reclusione e accusato di essere uno dei principali prestanome di Nicola Zagaria: “Mi sembra assurdo difendermi da qualcosa che non ho fatto. Non appartengo alla camorra, non ho mai avuto a che fare con questa gente, con nessun tipo di associazione camorristica. Quello che ho fatto, lo faccio con le mie forze. A Pitesti c’ero ma non potevo sapere che quell’uomo sarebbe stato arrestato un anno dopo. Non posso chiedere un documento a tutte le persone che incontro”. Il primo intervento dalle sfere è quello di Alessandra Mussolini: “Sono a favore della musica neomelodica tutta la vita. Tanto la camorra è ovunque, non nel neomelodico. Appena c’è un appalto, un lavoro, ovunque ci sono dei soldi”. È Riccardo Signoretti a chiedere di riportare la questione su un registro più consono alla drammaticità dell’argomento trattato, gli eventuali legami con la criminalità organizzata: “Non è corretto buttarla sul ridere. Sono state tirate fuori delle amicizie scomode. È facile dire che non sai dove vai a cantare. Quell’uomo è stato condannato per associazione di stampo mafioso”. Ma anche lì, Colombo ridimensiona i termini utilizzati per descrivere il rapporto con Nicola Inquieto all'epoca in cui, nel corso di una diretta postata sui social, lo aveva presentato al suo pubblico come un amico fraterno:

È il mio linguaggio, noi al Sud siamo un po’ così. Possiamo parlare di una persona che conosciamo da un’ora e dire che è nostro fratello. Quando mi chiamano a cantare alle loro feste mi onorano. È stato condannato a 16 anni di carcere perché ha sbagliato e deve pagare. All’epoca non potevo saperlo”.

Il contratto di Tony Colombo con la società di Agostino Iacovo

Colombo dichiara di non conoscere approfonditamente nemmeno Agostino Iacovo, imputato nella maxi inchiesta della Procura di Paola denominata Camaleonte e a capo della Genesis Group, società che ha curato il management del cantante: “Avevo un contratto di lavoro con questa persona ma l’ho visto una sola volta quando sono stato in Calabria. Ha avuto dei problemi ma io non c’entro. Non posso essere responsabile di ciò che fanno gli altri. Ho a che fare con tantissime persone per il lavoro che faccio, faccio centinaia di fotografie ogni giorno. Siamo personaggi pubblici, non possiamo chiedere un documento della questura a tutti quelli che incontriamo. Che cosa ho fatto di sbagliato? Si può negare che la camorra è ovunque?”.

La replica di Tina Rispoli, vedova di Gaetano Marino

A Tina Rispoli viene chiesto di rispondere a proposito di un’altra parte dell’inchiesta realizzata da Fanpage.it. La vedova di Gaetano Marino è al centro della seconda puntata di Camorra Entertainment ma, chiamata a fornire le sue risposte, ha dichiarato di non avere mai saputo nulla delle attività del precedente marito. Gaetano Marino era il fratello di Gennaro Marino, capo dell'ala militare degli Scissionisti di Secondigliano, oggi detenuto al 41bis: “Sono molto amareggiata. È orrendo vedere tutto questo. Cosa devo pagare? Perché devo portare questa croce? Perché 25 anni fa mi sono innamorata di un uomo? Non sapevo quello che faceva. Dicono che mio marito era un camorrista ma lo dicono loro. Non mi risulta che Marino Gaetano abbia pagato per il reato di associazione. E se ha sbagliato qualcosa, ha pagato con la vita”. A porsi qualche interrogativo rispetto alla natura delle attività di Marino è stato Gianpiero Mughini: “Al marito della signora, se è un francescano scalzo, non gli sparano 11 colpi di pistola. Lei sta in un ambiente che per sua natura è un ambiente difficile. Come fa a dire di esserne stata completamente ignara?”.