Domenica 25 novembre, la serie televisiva ‘L'isola di Pietro 2‘ saluta il pubblica di Canale5. Gli spettatori che hanno seguito con affetto la fiction, si chiedono se ci sarà una terza stagione. Fanpage.it ha intervistato Chiara Baschetti, l'attrice che interpreta la protagonista Elena Sereni. Con lei abbiamo parlato del percorso tortuoso del suo personaggio, di come Gianni Morandi sia stato paterno con lei, delle scene d'amore con l'attore Michele Rosiello (Alessandro Ferras nella fiction) e dell'impegno dell'attrice nella lotta contro il femminicidio. Riguardo la possibilità che ‘L'isola di Pietro 3‘ veda la luce ha dichiarato:

"Diciamo che nell'aria c'è la possibilità e la voglia di fare la terza stagione. I successi ci sono stati quindi la speranza in tutti noi c'è ma non ne abbiamo ancora la certezza. Ci stiamo sperando. Il pubblico ha risposto molto bene. Io la farei, assolutamente sì. È un po' un bambino per me, una mia creatura come per gli altri attori. Siamo veramente molto affezionati a questo progetto".

Elena è una donna a cui non è stato regalato niente. Il suo cammino è ricco di ostacoli: la cecità della figlia Caterina, la gravidanza a rischio, il dubbio sul tradimento di Alessandro. Insomma, non è facile essere Elena Sereni. C'è qualcosa che vi accomuna?

Sì, tra noi ci sono delle grandi similitudini soprattutto nella sofferenza e nella fatica fatta nella vita per guadagnarsi tutto. Chi mi osserva da fuori potrebbe pensare: ‘Ha fatto la modella, fa l'attrice, per lei è tutto semplice'. E invece no, devo dire che mi sono sempre dovuta dare molto da fare per ottenere le cose, ho sempre fatto molta fatica ma questo credo sia un pregio, una grande fortuna perché mi ha insegnato tanto.

Lo scorso anno hai dichiarato che girare le scene d'amore con Michele Rosiello non è stato facile perché è un uomo molto riservato. È andata meglio durante le riprese della seconda stagione?

Sì, è andata molto, molto, molto meglio (ride, ndr). Quest'anno, essendo più in confidenza, ci abbiamo scherzato su. La scena da girare era anche più semplice. L'anno scorso abbiamo dovuto sudare molto di più. Le scene d'amore per due persone che non si conoscono non sono mai facili, soprattutto se dall'altra parte c'è una persona estremamente riservata.

Per te è il secondo anno da figlia televisiva di Gianni Morandi. Come è stato ritrovarvi sul set?

Ho vissuto diversamente la seconda stagione rispetto alla prima perché la prima era tutta una scoperta e di conseguenza ero più preoccupata. Avvertivo il peso della responsabilità e avevo anche un po' di timore reverenziale nei confronti di un mito come Gianni. Quest'anno ci siamo avvicinati molto, si è aperto di più. Si è creato un bellissimo rapporto quasi da padre e figlia. È stato ancora più paterno con me. Lavorarci insieme è stato uno spasso.

Pietro all'inizio è un padre assente perché assorbito dal suo lavoro, poi decisamente presente e protettivo con Elena. Il rapporto tra Elena e Pietro riflette quello tra te e i tuoi genitori?

I miei genitori sono stati molto presenti nella mia vita, nonostante mio padre abbia sempre lavorato. Sì era molto concentrato sul lavoro, era assente durante la giornata ma riusciva a essere un punto di riferimento per noi.

Oltre a essere un'attrice lavori anche come modella. Quale dei due mestieri ti stimola di più e che lezione hai imparato dalla recitazione e dalla moda?

Mi stimola di più il mestiere di attrice, a livello creativo e artistico, emotivo e umano. La moda è stata una grande maestra di vita. Ho iniziato quando avevo 15 anni e mi ha insegnato il rigore, la professionalità, a stare da sola, a contare solo su di me. Stare in giro per il mondo ti fortifica. La recitazione, invece, mi sta insegnando ad aprirmi, a non avere paura di essere vulnerabile. Tutte cose che negli anni con la moda avevo messo da parte.

Nella vita sei attivamente impegnata nella lotta contro il femminicidio. Hai contribuito a fondare l'associazione ‘Divieto di femminicidio'. Non tutte le donne hanno il coraggio di denunciare le violenze subite per timore di non essere adeguatamente protette. Cosa credi si possa fare per attuare un cambiamento?

Come donne spesso ci ritroviamo ad avere tanta paura, paura di non essere ascoltate, di essere discriminate o addirittura incolpate. Parlare, condividere, essere unite è fondamentale. Più se ne parla più cessa di essere un tabù. A volte è anche la situazione economica a pesare e a non permettere alle donne di allontanarsi da chi le maltratta. Come associazione siamo riusciti a ottenere un piccolo successo. In Sardegna è stata approvata una legge che dà un ‘reddito di libertà', un sostegno economico alle vittime di violenza in condizioni di povertà, che prevede anche la partecipazione a un percorso finalizzato all'indipendenza economica di chi denuncia. Bisognerebbe anche cambiare la mentalità. A volte è ancora troppo legata a vecchi schemi patriarcali in cui la donna deve stare zitta, stare a casa e subire. Bisogna capire che questo gioco dei ruoli non è normale.

In questo periodo stai lavorando a qualcosa in particolare?

Sarò in una puntata della fiction ‘Un passo dal cielo'. È un ruolo più piccolo rispetto a quello di Elena ma per me è stato un onore. Ogni ruolo per un attore è una scommessa. Ci si mette in gioco, si lavora su qualcosa di diverso e si scoprono tante cose di sé. È importante.