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Lino Guanciale: “Ero in lizza per interpretare Domenico Calcaterra in Squadra Antimafia”

Ospite della puntata di sabato 6 maggio di ‘Verissimo’, Lino Guanciale ha svelato che era in lizza per il ruolo di Domenico Calcaterra in ‘Squadra Antimafia’ (che poi è stato affidato a Marco Bocci). Guanciale si tirò indietro per recitare a teatro. In proposito ha commentato: “Lì per lì ho avuto molti rimpianti, poi però mi sono detto che ho fatto bene”.
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A cura di Daniela Seclì
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Lino Guanciale è stato ospite della puntata di ‘Verissimo' trasmessa sabato 6 maggio. L'artista ha ripercorso la sua carriera, partendo dai primi anni:

"Faccio l'attore da quando avevo 19 anni, sono professionista da quando ne avevo 23. In televisione, però, ci sono da poco, quattro, cinque anni".

Prima della recitazione, però, c'era la passione per il rugby: "Ho un rito scaramantico. Schiocco le dita. Lo faccio per 13 volte, era il mio numero di maglietta quando giocavo a rugby, era il mio numero fortunato. Crescendo ho giocato sempre nei ruoli veloci, dove si scappa. Fino a 16-17 anni pensavo di voler diventare professionista, poi ho smesso di giocare quando sono entrato all'Accademia Silvio D'Amico".

"Quando ho detto a mio padre che non volevo diventare dottore, gli è scappato il piatto dalle mani"

Le prime ad accettare la sua intenzione di diventare un attore, sono state le nonne:

"Devo tutto alle nonne, quando ho confessato di voler recitare, le prime a dare un parere positivo sono state loro. Mi hanno detto: ‘E lo sapevamo'. Quando sono entrato alla scuola di recitazione, sono state molto felici e poi hanno coinvolto anche i miei genitori. Quando ho detto a mio padre – che è un dottore – che non mi sarei iscritto a medicina, gli è caduto il piatto dalle mani e mi ha infamato per qualche ora, poi ha capito. Il problema suo e di mia madre era: ‘Come gli stiamo vicino?'. Mi hanno seguito in tutti gli spettacoli che ho fatto, sempre. Non se ne sono persi uno".

La recitazione gli ha permesso di superare la timidezza dell'infanzia: "Non riuscivo a confrontarmi o parlare con la gente, ma ero pieno di riflessioni che tenevo per me, con la recitazione ho capito che si possono anche condividere. Sopratutto a teatro dove la gente sta zitta e ti ascolta". 

"Essere un sex symbol mi diverte, in realtà sono fidanzato"

L'attore ha svelato che era in lizza per interpretare Domenico Calcaterra in ‘Squadra Antimafia':

"Quando si cercava l'attore per fare Calcaterra è successo che ero in lizza, io però ero molto impegnato a teatro. Avevo ottenuto delle date importanti con la mia compagnia. Per me la tv era un modo per finanziare ciò che volevo fare con la mia compagnia, perciò mi sono tolto dalla corsa in cui eravamo rimasti in pochissimi, se non solo io e Bocci. Avrei perso quell'opportunità che mi ero sudato con la compagnia. Lì per lì ho avuto molti rimpianti, poi però mi sono detto che ho fatto bene".

Infine, ha ribadito di essere felicemente fidanzato con Antonietta Bello:

"La storia del sex symbol mi diverte, sono fidanzato. La tv mi ha dato questa nomea. Fare tv mi piace ma all'inizio era un modo per ottenere visibilità per i progetti a cui tenevo ossia quelli teatrali".

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