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Lino Banfi: “Prima della fama ero poverissimo, avevo debiti e dormivo nelle stazioni”

Il “nonno d’Italia”, ospite a Verissimo, racconta la giovinezza, gli inizi nella povertà, il matrimonio con Lucia, la malattia della figlia Rosanna e il rapporto con la terza età.
A cura di Valeria Morini
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"Ciao raghezzi": così Lino Banfi ha salutato il pubblico di "Verissimo", in cui è stato l'ospite applaudito nella puntata di sabato 8 ottobre. Nel salotto di Silvia Toffanin il mitico attore ha ripercorso i momenti più bizzarri e difficili della sua giovinezza, quando ancora per tutti era Pasquale Zagaria (nome che avrebbe cambiato su suggerimento di Totò), ben prima di diventare l'idolo della commedia italiana.

Ho studiato per farmi prete. Mio padre voleva che io diventassi non solo don Pasquale ma anche Monsignore e diceva che avevo la faccia di cardinale. Invece, io già un mascanzoncello e con un mio amico cercavo di andare a spiare le suore di clausura. Il giorno del mio diciottesimo compleanno, vivevo a Napoli, mi portarono in una casa chiusa. Una delle donne delle pulizie mi disse che era presto: ma quando ha visto che facevo 18 anni mi hanno fatto festa. Ho iniziato alla grande e non ho pagato!

Il matrimonio con Lucia e la povertà

Lino Banfi con la moglie Lucia alle nozze d'oro nel 2012
Lino Banfi con la moglie Lucia alle nozze d'oro nel 2012

Banfi, che lo scorso luglio ha compiuto 80 anni (una curiosità: è nato il 9, ma festeggia la ricorrenza l'11), ha raccontato la storia d'amore con la moglie Lucia, che ha sposato il 1 marzo 1962: "Avevamo fatto la "fuitina" e per punizione ci fecero sposare alle 6 del mattino. Ero povero e avevamo un trattamento "fetente". Non abbiamo nemmeno una foto, ma ho promesso che per le nozze d'oro avremmo fatto una grande festa. Così è stato, abbiamo avuto anche la benedizione del papa".

Con la sua consueta ironia, Banfi ha ricordato anche i difficili inizi, tra la povertà e i debiti:

Quei cravattari romani ti facevano il 200/300 di interesse. Venivano a casa da Lucia e se non poteva pagare le prendevano le collane. Lei ha fatto più sacrifici di me. Una volta, nel 1955, dormivo in stazione di Milano. Un signore mi diede un miscuglio di pastiglie da prendere per farmi infiammare la gola: "Fatti ricoverare per togliere le tonsille, così stai al caldo". Peccato che dopo l'operazione rischiavo di uscire al freddo più debilitato di prima e raccontai la storia al medico. Mi fece restare una settimana in più e mi fece dare dalle suore due pasti abbondanti al giorno.

La malattia della figlia Rosanna

Lino Banfi con la figlia Rosanna
Lino Banfi con la figlia Rosanna

Commovente anche il ricordo della figlia Rosanna: nel 2009 lui a "La vita in diretta" annunciò pubblicamente che era malata di cancro, superato grazie a un intervento: "Rosanna è più forte di me, io soffrivo molto. Mi disse che potevo dirlo, a condizione che non piangessi. Siamo molto uniti in famiglia e, quando vedemmo che lei non aveva più i capelli, tutti se li tagliarono. Io ci ho provato ma non ce n'era bisogno! Come vedi, ogni volta che dico una cosa triste poi cerco di dirne una che fa ridere. È il mio stile, ma dovrebbe essere uno stile di vita, per tutti".

Infine, l'annuncio di un nuovo progetto:

Nessuno, a noi uomini, dice mai quando arriva questa terza età. Non mi amo più fisicamente da vent'anni. Ho parlato con San Pietro e mi ha detto che scampo ancora 8 anni. Quando non ci sarò più, nessuno si ricorderà di me, già non si occupano di grandi come Sordi o De Filippo. Quindi ho deciso: farò un marchio alimentare. Fra qualche mese vedrete la mia faccia su bottiglie d'olio e pacchi di orecchiette.

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