30 anni fa andava in onda per la prima volta in Italia "Occhi di gatto", uno dei cartoni animati giapponesi più amati di sempre. Prodotto in madrepatria tra il 1983 e il 1985, diviso in due stagioni con 73 puntate in tutto, venne trasmesso su Italia 1 dal settembre 1985. Come dimenticare le rocambolesche peripezie delle sorelle Sheila, Kelly e Tati, "tre ragazze bellissime" e "ladre abilissime", come le definiva l'immortale sigla?

Dedite al furto di quadri di valore, erano in realtà alla ricerca della vasta collezione del loro scomparso padre Michael Heinz, a lui sottratta dai nazisti. A complicare le cose, e a rendere la storia più frizzante e maliziosa, era il confronto-scontro con Matthew, poliziotto imbranato che dà ostinatamente la caccia al trio Occhi di gatto, senza capire che in realtà una di loro è la sua fidanzata Sheila. Per ripassare un po' l'indimenticabile epopea ladresca del cartoon che ha fatto sognare chi era bambino negli anni 80, ecco dieci curiosità che forse non tutti sanno.

1. Il manga di partenza

La serie animata è l'adattamento del manga "Cat's Eye" di Tsukasa Hojo, pubblicato per la prima volta in Giappone dalla Shūeisha su Shonen Jump dal 1981 al 1985 in 18 volumi. È arrivato in Italia solo molti anni dopo, pubblicato tra il 1999 e il 2000 dalla Star Comics. Attenzione, però: mentre gli episodi della prima stagione sono tratti dal manga, quelli della seconda sono completamente originali.

2. I veri nomi dei protagonisti

Dal momento che la serie è ambientata a Tokyo, i veri nomi delle protagoniste non sono Sheila, Kelly e Tati Tashikel: le tre sorelle-ladre si chiamano in realtà, rispettivamente, Hitomi, Rui e Ai Kisugi. Il poliziotto co-protagonista e fidanzato di Sheila, Matthew Hisman, porta il nome di Toshio Utsumi.

4. Il finale aperto: ecco come si conclude davvero la storia

Veniamo a una questione cruciale: il finale. Chi non si perdeva una puntata in onda sull'allora Fininvest, ricorderà che l'anime aveva una conclusione aperta, nella quale le tre sorelle incontrano il fratello gemello del padre, che è colui che lo ha tradito. Non si sa dunque, se riusciranno davvero a trovare l'amato genitore e, soprattutto, come evolverà la storia tra Sheila e Matthew (e se lui scoprirà la doppia identità di lei).

Il manga, invece, ha un finale ben diverso, scritto dopo la conclusione della serie. Sheila/Hitomi rivela infatti a Matthew/Toshio di essere una delle ladre, per poi fuggire negli Stati Uniti. Qui, il ragazzo riesce a rintracciarla, ma lei ha perso la memoria a causa di una meningite virale. L'amore non trionfa, dunque? Ovviamente sì, perché alcuni indizi lasciano intendere che Sheila, in realtà, stia solo fingendo di non ricordare: lei e Matthew ricominceranno così una nuova vita insieme.

3. La censura

Come accade sempre quando si tratta di anime, la censura ha fatto parecchi tagli, dal momento che Italia 1 ha sempre indirizzato la sua ampia offerta di cartoni giapponesi a un pubblico di bambini. Da "Occhi di gatto" sono state eliminate alcune scene osé o violente: vedi, per esempio, la sequenza in cui Matthew va a vivere a casa di Sheila e Kelly si fa sbottonare l’abito dal detective, che resta molto turbato nel vedere la biancheria intima della cognata. Eliminate anche alcune scene in cui le ragazze appaiono nude sotto la doccia.

5. I film tratti dalla serie

Nel 1988, è stato prodotto un film per la televisione ispirato a "Occhi di gatto". Nel 1997 è invece uscito un film per il grande schermo, diretto da Kaizo Hayashi e interpretato da Yuki Uchida, Norika Fujiwara e Izumi Inamori.

6. Il doppiaggio

La serie era doppiata da Claudia Razzi (Sheila),  Barbara Castracane (Kelly), Susanna Fassetta (Tati) e Teo Bellia (Matthew). Tra i doppiatori sporadici, si sentono le voci di personaggi come Piero Chiambretti, Maurizio Mattioli, Massimo Dapporto e Gigi Reder.

7. Gli amori di Kelly e Tati

Sheila, si sa, è fedelissima al suo tenerissimo seppure non esattamente perspicace Matthew, ma com'è la vita sentimentale delle altre due sorelle? Ebbene, nell'episodio Per Amore di Tati” quest’ultima si innamora di Paul, un suo compagno di classe, che è anche figlio del direttore del museo del loro prossimo colpo. Kelly, invece, la maggiore e più materna del trio, ha una storia con un pittore di nome Michael Montgomery, raccontata nell’episodio “Kelly si innamora”.

8. Le sigle

Naturalmente, la sigla italiana era cantata dalla mitica Cristina D'Avena. In Giappone, invece, a intonare le sigle di apertura erano Anri ("Cat's Eye", I serie) e Mariko Tone ("Derringer", II serie), mentre quelle di chiusura erano cantate dalla stessa Anri ("Dancing with the sunshine", I serie) e da Sherry Savage ("Hot Stuff", II serie). Da notare, infine, che la sigla francese di "Hallo Sandybell" è uguale a quella italiana di "Occhi di gatto".

9. I Paesi in cui è andato in onda

Oltre al grande successo in patria e in Italia, il cartoon è stato trasmesso anche nei seguenti Paesi: Filippine, Cina, Brasile, Francia, Germania, Spagna.

10. Le influenze di "Occhi di gatto"

Come tutti i veri cult, "Occhi di Gatto" ha influenzato altri media. Uno spot pubblicitario degli scooter RS Peugeot, per esempio, è ispirato esplicitamente all'anime, mentre sul fumetto Bonelli "Nathan Never" le sorelle Frayn (April, May e July) citano volutamente Sheila, Kelly e Tati.