Robert Hartwell è un attore che ha recitato a Broadway in spettacoli come Hello, Dolly! e Motown the Musical, nonché fondatore di The Broadway Collective, scuola con cui si pone l'obiettivo di formare la futura generazione di attori e ballerini che porteranno in scena l'arte del musical. In queste ore siti come CBS, People e diverse testate internazionali stanno parlando del gesto simbolico da lui compiuto. L'attore, infatti, ha acquistato una casa che è stata costruita nel 1820 da schiavi e l'ha dedicata alla memoria dei suoi antenati: "Non sono mai stato così orgoglioso di essere un uomo nero".

I pregiudizi quando si è proposto tra gli acquirenti

Sul suo profilo Instagram, Robert Hartwell ha raccontato di essersi innamorato istantaneamente di quella grande casa bianca. Quando ha chiesto al venditore di poterla vedere, però, gli è stato detto che venivano accettate solo offerte in contanti e che di certo questa condizione lo avrebbe escluso dal tavolo dei possibili acquirenti:

"Tre settimane fa ho trovato questa casa online. Ho detto: "Questa è la mia casa". Ho chiamato il venditore e mi è stato detto che si accettavano solo offerte in contanti e che "Sono sicuro che questo ti toglierà dal tavolo degli acquirenti". Non sottovalutate mai un uomo nero che lavora sodo. Ho visto la casa la scorsa settimana e quando sono entrato ho saputo con certezza che quella era la mia casa".

La casa costruita da schiavi nel 1820

La casa, secondo quanto racconta l'attore, sarebbe stata costruita da schiavi nel 1820. Oggi Robert Hartwell vorrebbe tanto dire ai suoi antenati che – 200 anni più tardi – un uomo nero e libero ha potuto acquistarla. Il suo gesto è un modo per rendere omaggio a coloro che "si sono spezzati la schiena" per costruirla e intende "riempirla d'amore". Si è già messo all'opera per i lavoretti di manutenzione necessari:

"La casa è stata costruita nel 1820 per la famiglia Russell che possedeva un cotonificio in città. La schiavitù era ancora legale. Quando l'agente immobiliare mi ha chiesto perché volessi una casa tanto grande, ho detto che era ‘una mossa generazionale'. So che questa casa è troppo grande per me, ma mi sarebbe piaciuto dire ai miei antenati  – quando si spaccavano la schiena nel 1820 per costruire questa casa – che 200 anni più tardi un uomo libero, nero e gay, l'avrebbe comprata e riempita d'amore. Che quell'uomo avrebbe trovato un modo per acquistarla anche se 200 anni più tardi, c'è ancora qualcuno che pensa che non possa sedere al tavolo di chi fa un'offerta. Abbiamo costruito i nostri tavoli. Non sono mai stato così orgoglioso di essere un uomo nero. Venite nella mia casa bianca quando volete. Non vedo l'ora di ricevervi! Gloria a Dio nell'alto dei cieli. Sono il proprietario".

3 weeks ago I found this house online. I said “this is my house”. I called the seller and was told it was a cash only offer and that “I’m sure that takes you off the table”. Don’t you ever underestimate a hard working black man. I saw the house last week and when I walked in I knew I was home. The house was built in 1820 for the Russell family who owned the cotton mill in town. Slavery was still legal. When the agent asked me why I wanted such a large house I said it was “a generational move”. I know this house is bigger than me. I wish I could’ve told my ancestors when they were breaking their backs in 1820 to build this house that 200 years later a free gay black man was going to own it and fill it with love and find a way to say their name even when 200 years later they still thought I would be “off the table”. We are building our own tables. I’ve never been prouder to be a black man. Come to my White House any time. I can’t wait to have you! Glory to God in the highest. I’m a homeowner.

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