La commissione di Vigilanza sulla Rai non ha approvato la nomina di Marcello Foa a presidente della tv pubblica. Su 23 componenti della commissione, i voti favorevoli sono stati 22 e una scheda bianca. Ieri Foa era stato nominato presidente dal cda e oggi si è così espresso, alla luce di questo deludente risultato: "Prendo atto con rispetto della decisione della commissione di Vigilanza della Rai. Come noto, non ho chiesto alcun incarico nel consiglio che mi è stato proposto dall'azionista. Non posso, pertanto, che mettermi a sua disposizione invitandolo a indicarmi quali siano i passi più opportuni da intraprendere nell'interesse della Rai". Intanto Gianluigi Paragone, capogruppo M5s in commissione di Vigilanza Rai, ha dichiarato: "Volevamo la Rai del cambiamento, l'opposizione ha detto no", nella speranza che lo stesso Foa, a questo punto, non si dimetta.

I parlamentari di Forza Italia, tranne il presidente Alberto Barachini, del Partito democratico e di Liberi e Uguali non hanno invece partecipato al voto su Foa presidente, pur essendo presenti nell'aula della commissione.  A questo punto la nomina di Foa, dopo l'ok a maggioranza di ieri nel cda Rai, non è efficace: la legge prevede infatti il parere vincolante della Vigilanza, a maggioranza di due terzi (quindi 27 voti su 40), per la ratifica definitiva. I capigruppo della Lega di Camera e Senato Molinari e Romeo in una nota congiunta hanno fatto sapere:

Siamo dispiaciuti dell'asse Pd-Fi che cerca di fermare il cambiamento, sia del Paese che della Rai. Dal Pd non ci aspettiamo nulla, con Fi invece siamo pronti a confrontarci perché sicuri che anche la Rai abbia bisogno di aria nuova, cambiamento, qualità e meritocrazia. Siamo convinti che i fraintendimenti di questi giorni sul metodo, più che sul merito, possano essere superati perché le qualità di Marcello Foa, come uomo e giornalista libero e corretto sono universalmente riconosciute e apprezzate.

Il segretario Pd Maurizio Martina ha concluso commentando amaramente: "Vogliono una Rai asservita ai comandi di Salvini e della Casaleggio. Il Parlamento ha detto no. La commissione di vigilanza ha fermato questo scempio orchestrato per avere un presidente funzionale ai voleri dei nazionalpopulisti".