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La velina di Striscia pronta a manifestare per lo Ius Soli: “Lo sciopero della fame non basta”

“Mi sento italiana”, dice Mikaela Neaze Silva, nata in Russia e figlia di papa dell’Angola e madre Afgana. Ha vissuto a Genova dai 6 anni di vita e oggi commenta la scelta dello sciopero della fame di alcuni parlamentari per riportare in alto la discussione sullo Ius Soli: “servirebbe una bella manifestazione di piazza, e io ci andrei molto volentieri”.
A cura di Andrea Parrella
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Da qualche settimana Mikaela Neaze Silva è sulla bocca di tutti. La prima velina di colore della storia di Striscia è stata oggetto di insulti e contestazioni sui social basate, naturalmente, sulle sue origini e sul colore della pelle. Mikaela vive in Italia da quando aveva 6 anni. si sente italiana come i tanti ragazzi nati al di fuori dei confini nazionali ma cresciuti nel nostro paese. E come quei ragazzi, al momento, non può vedere riconosciuta formalmente la cittadinanza italiana per un ostacolo legislativo, ovvero il mancato riconoscimento di Ius Solie Ius Culturae. Intervistata da Repubblica la "velina bionda" ha raccontato la sua storia, manifestando la volontà di manifestare per vedere riconosciuti i propri diritti da cittadina italiana:

Lo sciopero della fame? Un atto di coraggio, certo. Ma io scenderei in piazza… Per la battaglia dello ius soli servirebbe una bella manifestazione di piazza, e io ci andrei molto volentieri

L'infanzia in Italia di Mikaela

Nonostante la sua capacità di integrazione, Mikaela racconta di essere stata vittima di eventi spiacevoli durante la sua infanzia: "La maestra aveva detto ‘bambini, arriverà una nuova compagna, è russa'. Quando mi hanno visto, un ragazzino schifato mi ha detto ‘tu non sei russa, i russi non sono di colore, tu dici le bugie'. Poi mi escludevano dai giochi, così una volta mi sono arrabbiata e ho rotto dei vasi di piante. Poi ho cominciato a fare amicizia e il problema della pelle è sparito". L'ondata di insulti nei suoi confronti l'ha appresa da altri, perché non passa molto tempo sui social, essendo uscita da Facebook e usando poco Instagram, ma ha ricevuto solidarietà da tutti, compresa la famigglia di Striscia, che le ha assicurato il problema sarebbe presto rientrato: "Penso che non bisogna dare troppa importanza ai razzisti, perché loro cercano una vetrina, e solo così sono contenti. Bisogna ignorarli".

Lo Ius Soli è solo il primo passo

Per la velina la discussione sull'integrazione, in Italia, deve ancora compiere molti passi avanti, di cui lo Ius Soli sarebbe solo il primo: "Secondo me bisognerebbe parlare più correttamente di ius culturae. Vede, un bambino, come sono stata io, cresciuta in Italia, ha assorbito la cultura italiana, per forza di cose. Ha studiato qui, assieme a compagni italiani, ha acquisito una mentalità italiana. Dunque, è giusto che gli venga riconosciuta l'italianità. Quando sono all'estero, io mi dichiaro italiana, e i miei nuovi amici stranieri riconoscono in me un'italiana".

Lo sciopero della fame per lo Ius Soli

La notizia di questi ultimi giorni è lo sciopero della fame indetto da professori e parlamentari, oltre che il ministro Delrio, per riportare l'attenzione sulla legge per lo Ius Soli, il cui iter sembra essersi bloccato nelle scorse settimane, perché a giudizio della maggioranza non ci sarebbero i numeri per approvarla prima della fine di questa legislatura. Notizia che è stata una delusione per i tanti che si aspettavano di vedere finalmente l'Italia aprirsi ad una discussione che al momento si fa ancora fatica ad affrontare senza pregiudizi di partenza.

Chi è Mikaela Neaze Silva

Mikaela Neaze Silva, 23 anni, è nata a Mosca da padre angolano e madre afghana: "Perché lì mio papà, che è dell’Angola, e mia mamma, che è afghana, si sono conosciuti mentre studiavano medicina. Sono tornata a vivere in Angola fino a sei anni". I tratti delle diverse etnie sono alla base della bellezza davvero unica della neovelina, che al sesto anno di età si è trasferita in Italia, a Camogli (Genova). Cresciuta con la mamma e la sorella, si è diplomata al liceo linguistico e ha lavorato in Cina come modella e ballerina. Pratica danza da quando aveva cinque anni ma è appassionata anche di canto, moda e fashion design e parla fluentemente cinque lingue (portoghese, italiano, francese, inglese e spagnolo). Alle spalle ha alcune esperienze in televisione: è stata infatti nel corpo di ballo di "Zelig Circus", "Dance Dance Dance", "Facciamo che io ero" e nello spot della Tim con Sven Otten.

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