Quando si parla di cartoni animati, sono pochi quelli che, davvero, si può dire abbiano fatto la storia della televisione e pochi quelli che tutti, indistintamente, ricordano. Uno di questi è senza dubbio L'Uomo Tigre, conosciuto anche come Tiger-Man. Un vero e proprio cult delle anime giapponesi nato, come spesso accade, prima come manga e poi trasformato nella sua versione televisiva. Eppure c'è una cosa che nell'immaginario comune non potrà mai essere dimenticata, più del personaggio in sé, ovvero la sigla che ha accompagnato il suo arrivo sul piccolo schermo.

Le tre serie di Tiger Man

Nonostante in Giappone la prima comparsa del celebre cartone animato sia avvenuta nel 1969, oggi compie 50 anni, in Italia L'Uomo Tigre arriva solo negli Anni Ottanta. A distribuirla fu inizialmente la ITB (Italian TV Broadcasting), per poi passare alla Doro TV Merchandising. In un primo momento l'anime fu trasmesso su Rete 4, poi su reti locali fino al 2005 e dal 2010 è andato in onda sul canale Man-ga. L'anime è arrivato a tre serie televisive, di cui l'ultima è piuttosto recente, Tiger Mask W, che risale al 2016.

La storica sigla italiana

Per ogni serie era prevista una sigla in apertura e chiusura, quelle originali giapponesi furono ideate da Hiroshi Nitta, composte e arrangiate da Junsuke Kikuchi con il testo di Nashio Kitani. In Italia, invece, che è in sostanza quella che più ci interessa, la sigla fu composta da i Cavalieri del Re, scritta e cantata da Riccardo Zara. La sigla divenne un vero e proprio singolo dal titolo Angie/L'uomo tigre.

In realtà dietro l'attribuzione della canzone c'è un aneddoto ben preciso, infatti, la storia della canzone "L'Uomo Tigre" inizia con i dubbi della casa discografica, la RCA, che aveva qualche perplessità sul gruppo "I Cavalieri del Re". Si riteneva, infatti, che scrivere una sigla per un cartone animato sportivo non avrebbe avuto successo se cantata da un gruppo contraddistinto da un nome così particolare. Per questo motivo si decise di attribuirla solo a Riccardo Zara, il frontman de "I Cavalieri del Re", affinché i fruitori del brano difficilmente potessero confondersi.

Un canzone diventata memorabile

La canzone ha un ritmo a dir poco coinvolgente che si imprime all'istante nella mente di chi la ascolta. Tecnicamente si distingue per un giro di basso sostenuto da riverberi e riff di chitarra elettrica ed alternati al ruggito di una tigre (anche se è stato usato il campionamento del ruggito di un leone). Il testo della sigla richiama, ovviamente, il cuore di tutto il cartone animato. Racconta per sommi capi quello che succede, descrive il carattere di questo eroe misterioso che lotta contro il male e si nasconde dietro una maschera. Un eroe dalla forza e dalla grinta invincibile, che si batte con ardore, disseminando il terrore tra i suoi nemici, pur essendo un uomo dotato di un'immensa bontà. Le parole che lo descrivono, in rima, e seguono quel ritmo incalzante e ripetitivo sono radicate nella memoria di un pubblico che ricorda con immensa nostalgia la prima apparizione di questo innovativo manga sulla televisione italiana.