2 Novembre 2021
16:33

La rinuncia ai diritti fisici vista in Squid Game è davvero possibile in Corea del Sud?

La “rinuncia ai diritti fisici” firmata dal protagonista di Squid Game a vantaggio dei suoi creditori è davvero possibile in Corea del Sud? In tema di diritti umani, la nazione democratica se la passa decisamente meglio rispetto alla sua controparte settentrionale. Ma vediamo nel dettaglio cosa dice la legge.

È una delle prime sequenze, quella che dà al protagonista di Squid Game – il personaggio di Gi-hun – una tra le tante motivazioni a partecipare al letale gioco: la "rinuncia ai diritti fisici" firmata a vantaggio dei suo creditori. La domanda che qui ci poniamo è dunque questa: ma è davvero possibile in Corea del Sud rinunciare ai diritti fisici?

Il tema dei diritti umani

In tema di diritti umani, la Corea del Sud se la passa decisamente meglio rispetto alla Corea del Nord. Questo è un aspetto quasi lapalissiano. È vero, però, che solo a partire dal 1980, quando la Corea del Sud ha sentito una crescente esigenza di democrazia mettendo fine ai lunghi regimi militari, la Nazione ha cominciato ad affrontare temi serissimi redigendo prima di tutto il National Security Act, che criminalizza discorsi che sostengono il comunismo e la Corea del Nord. E in tema di diritti umani?

La legge in Corea del Sud proibisce la tratta di persone

In Corea del Sud, la tratta di persone non è legale nonostante i casi di traffico di esseri umani sono sempre presenti. Esistono – anche per la crisi economica che la stessa serie Netflix mette in scena – diversi casi di emigranti che si ritrovano spesso vittime di servitù domestiche o sfruttamento sessuale. Arrivano dagli altri stati del sud-est asiatico, Filippine, Mongolia e Cina soprattutto. Il Governo tiene aperta una rete di programmi per assistere le vittime di ogni tipo di abuso.

La rinuncia ai diritti fisici firmata con il sangue
La rinuncia ai diritti fisici firmata con il sangue

La rinuncia ai diritti fisici: vero o falso?

Quando i creditori (e criminali) di Gi-hun lo costringono a firmare con la forza la "rinuncia ai diritti fisici", stiamo assistendo – sul piano del diritto internazionale – a una scrittura privata sotto coercizione. Considerato, inoltre, che detta scrittura viene addirittura firmata con il sangue, anche il meno attento dei giuristi di ogni parte del mondo, si ritroverà quanto meno di fronte al dubbio che quel contratto forse debba essere annullato. Per rispondere, infine, alla domanda: "È possibile rinunciare ai propri diritti fisici in Corea del Sud?". La risposta è no. I diritti di disporre della propria integrità fisica fanno parte di quei diritti indisponibili per una rinuncia.

I veri problemi in Corea del Sud

I veri problemi in Corea del Sud, oltre quelli di una disuguaglianza sociale crescente e già espressa non solo in "Squid Game" ma anche in "Parasite", sono di altro ordine e genere. Il recente rapporto dell'osservatorio Human Rights Watch conferma che la Corea del Sud è una democrazia che generalmente rispetta le libertà civili e politiche fondamentali. Tuttavia, mantiene restrizioni irragionevoli alla libertà di espressione, su tutte la di discriminazione contro le persone lesbiche, gay, bisessuali e transgender (LGBT), le donne, le minoranze razziali ed etniche, gli stranieri, in particolare i rifugiati e i migranti, e le persone con HIV rimane un grave problema. Problemi che non saranno risolti, purtroppo, in tempo per la seconda stagione di Squid Game.

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