Con l'evento più chic e altolocato della stagione la televisione fa riscoprire l'opera attraverso una delle sue massime espressioni. Anche quest'anno la Prima della Scala è stata trasmessa in diretta su Rai1, accompagnata dal commento di Milly Carlucci e Antonio Di Bella, e come ogni anno ha improvvisamente riconciliato con la Rai con una parte di pubblico consistente ed esultante per la scelta di "imporre" la Tosca di Giacomo Puccini.

Quando la televisione generalista incontra la cultura alta si produce un fenomeno interessante, una commistione del tutto atipica, se si considera la televisione come il mezzo di comunicazione popolare e ‘medio' per eccellenza. D'altronde quello di creare incontri, motivi di discussione e dibattiti è esattamente il compito che spetta al servizio pubblico, chiamato a onorare quei doveri che spettano alla principale azienda culturale del Paese.

Improvvisamente, con eventi televisivi di questo tipo, il canone Rai tanto bistrattato torna ad avere un senso e La diretta televisiva della Prima della Scala, un evento apparentemente obsoleto e desueto, si trasforma in un evento dal grande appeal non solo per l'aspetto glamour e mondano, ma anche perché capace di risvegliare un sentimento di coesione generale attorno ad un evento di carattere nazionale, di grande valore a livello internazionale.

Questa serie di elementi finisce per toccare un'ampia fascia di telespettatori, da quelli in grado di apprezzare l'opera anche al di fuori di un contesto televisivo, a coloro che non hanno dimestichezza con il genere ma, attraverso la televisione, possono percepirne la grandezza e percepirsi, dunque, partecipi dell'evento più esclusivo dell'anno. Può apparire una generalizzazione, ma la Prima della Scala si rivela uno di quei momenti televisivi dell'anno nei quali si rende necessario l'uso di una frase spesso abusata, vale a dire che il canone Rai, tanto bistrattato e perennemente oggetto di dibattito politico, torna ad avere un senso. Nonostante siano molte le ragioni, e soprattutto i programmi, i volti e i professionisti, che un senso a quel canone lo danno quotidianamente.