Sophia Loren è stata la protagonista della seconda puntata di "A raccontare comincia tu". Una lezione di grandissima umiltà nei suoi racconti, nella misura delle sue parole. Un tesoro inestimabile per il nostro Paese, un vanto, un orgoglio. "Mi arrangiavo a fare tutto", racconta degli inizi a una Raffaella Carrà grande interlocutrice, "perché non sapevo fare niente: e imparavo". Una icona di semplicità e femminilità assoluta: "La mia vita è stata un turbinìo di cose più grandi di me". 

Il successo in America

"Quando una situazione è importante, bisogna stare zitti e aspettare. Se non stai zitta in alcuni momenti rischi di perdere tutto". Racconta così i momenti in cui stava per concretizzarsi il sogno di partire per l'America.

Arrivò un telegramma a Carlo (Ponti, suo marito, ndr) per "Orgoglio e passione" con Cary Grant: "C'è una parte che vogliono dare a te". E così andammo a fare questo film.

L'amore con Carlo Ponti

"Carlo, l'amore per Carlo è stato un amore intoccabile". Sophia Loren e Carlo Ponti si incontrarono nel 1950, dopo un concorso di bellezza. Da quel momento, iniziò un sodalizio professionale e una relazione. Un matrimonio iniziato nel 1966, condito da due figli. Carlo Ponti è morto nel 2007.

L'aneddoto su Roberto Benigni

Si racconta di quella famosa notte degli Oscar del 1999, quel "Roberto!" gridato con amore e passione. Prima che cominciasse la Notte degli Oscar, Sophia si raccomandò con lui, in caso di vittoria, avrebbe assolutamente dovuto evitare qualsiasi marachellata o spiritosaggine con lei sul palco, memore di quanto fatto già a Fantastico nel 1992 proprio con Raffaella Carrà. Alla fine, Benigni camminò sulle poltrone dei produttori più importanti di Hollywood.

A Roberto Benigni dissi di non fare lo spiritoso, come fece con te. Ricordavo come era fatto, quindi gli dissi di non permettersi di fare una cosa del genere. Lui, poi, alla fine camminò3