Veronica Satti, figlia di Bobby Solo, è stata intervistata da Barbara D’Urso a Domenica Live per chiudere finalmente la battaglia legale ingaggiata con il padre da anni. La giovane aveva chiesto che il noto cantante provvedesse al suo mantenimento e, di fronte al suo rifiuto, lo ha trascinato in tribunale. Oggi Veronica, comprensibilmente provata, rivela di volere deporre l’ascia di guerra: “Voglio dire che non voglio andare avanti con la causa. Non voglio niente, solo far parte della nostra famiglia”. Veronica, dunque, ha deciso di rinunciare ai soldi che il tribunale ha disposto il padre le dovesse, nella speranza che in questo modo l’artista torni ad avere un rapporto con lei.

L’autolesionismo e il ricovero in clinica

Contestualmente, Veronica ha deciso di raccontare al padre una parentesi da sempre taciuta sulla sua vita. Abbandonata dal padre da giovanissima e costretta a farsi giustizia sotto il profilo legale, la giovane divenne vittima di un profondo esaurimento. Confessa oggi che in quel periodo cominciò a infliggersi dolore per reagire a tutta quella sofferenza:

Prima di fargli causa per il mancato mantenimento, ho provato ad avvicinarlo mille volte. Ho vinto la causa, ma all’epoca ho dovuto lasciare l’università perché mio padre non passava il mantenimento. Ho avuto dei problemi e sono stata ricoverata in clinica per esaurimento e autolesionismo. È giusto che io lo dica oggi perché l’ho superato. Mi tagliavo le gambe. Ho avuto delle fasi molto acute e quindi sono stata ricoverata in clinica per più di un mese.

L’ultimo incontro con Bobby Solo

Dispiaciuta per come sono andate le cose, Veronica ricorda di avere visto il padre l’ultima volta quando aveva 13 anni. All’epoca gli chiese di essere riaccompagnata dalla madre, in presa a un capriccio da bambina. Da quel momento, dopo averla riaccompagnata, Bobby Solo le avrebbe chiesto di non essere più cercato: “A 13 anni mi ha detto che non ci saremmo visti mai più dopo avermi portato a casa dei nonni. Mi ha preso una vicina di casa perché era notte fonda e io ero rimasta per strada”.