Katia Ricciarelli è intervenuta in collegamento durante la puntata di Domenica In trasmessa il 28 marzo. Il 18 gennaio ha festeggiato 75 anni, ma sta vivendo un momento di fragilità dovuto alla pandemia e al lockdown. Mara Venier ha manifestato la sua preoccupazione per l'amica: "L'altro giorno mi hai lasciato un messaggio e mi hai fatto preoccupare perché ti ho sentita molto, molto avvilita. Non è da te, perché tu sei sempre una che quando cade si rialza, piena di vita, super attiva e simpatica. Una donna forte. Però per la prima volta ti ho sentito veramente avvilita".

Lo sfogo di Katia Ricciarelli

Katia Ricciarelli ha spiegato che limitando, come tutti gli italiani, le uscite e i contatti con gli altri ha sviluppato il timore di mettere piede fuori da casa. Ha ammesso di sentirsi persa e, anche quando esce per lavoro, il terrore non l'abbandonerebbe mai. Ritiene, inoltre, che questa situazione l'abbia incattivita anziché renderla più buona:

"Adesso mi sento persa, ho paura di uscire, quando mi trovo a lavorare ho il terrore, non ho più il coraggio che avevo prima e questo non mi piace per nulla. Sono diventata molto vulnerabile. Mi sono chiusa a tal punto che ho paura anche dei sentimenti. È una sorta di lockdown anche per i sentimenti e invece di diventare più buoni, mi sembra che stiamo diventando più cattivi. Abbiamo paura e vediamo il nemico dappertutto. È una brutta cosa, io non sono così e vorrei tanto non rimanere così a lungo. Non è la Katia che tu conosci questa".

Katia Ricciarelli vorrebbe vaccinarsi

Katia Ricciarelli non accetta che, in quanto settantacinquenne, non abbia ancora avuto accesso al vaccino anti-Covid: "Continuo a telefonare al mio medico di base che mi dice ‘Abbi pazienza e aspetta', ma aspetto che cosa scusa, non ho capito. Cosa devo aspettare, quanto devo aspettare. Poi vedo persone che vengono vaccinate e onestamente mi viene il nervoso e divento cattiva. Sono abbattuta, delusa, sono 50 anni che canto, veramente mi sembra di essere abbandonata da tutti. È una cosa vergognosa, perché io mi sono sempre prestata. Adesso ho paura. Per fortuna, ho il mio cagnolino. Una creatura con cui posso parlare e che mi capisce più degli esseri umani. Un po' alla volta, Mara mi toccherà andare al manicomio, fuori di testa". Mara Venier l'ha consolata prima di salutarla: "Non mi piace sentirti così, non è da te. Ti chiamo dopo".