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Sanremo 2018

“Italiani!”: gaffe di Claudio Baglioni che imita Mussolini, la polemica: “Lasci Sanremo”

Il “dittatore artistico” di Sanremo 2018 Claudio Baglioni commetta una gaffe sul palco della seconda serata del Festival. Il suo “Italiani!”, urlato dal pulpito con le mani sui fianchi, è apparso come una citazione a Benito Mussolini. Pioggia di polemiche sui social.
A cura di Stefania Rocco
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Di fronte alla platea, poco prima dell’introduzione di Pippo Baudo sul palco della seconda serata del Festival di Sanremo 2018, Claudio Baglioni è incappato in una gaffe che ha generato una bufera sui social. “Italiani!” ha urlato il dittatore artistico di questa edizione del Festival dal pulpito, tenendo le mani sui fianchi in un’imitazione della celebre introduzione utilizzata da Benito Mussolini nei suoi discorsi pubblici. Proprio quella citazione, pronunciata con il sorriso, è valsa al dittatore artistico di questa edizione della kermesse una pioggia di polemiche.

C’è chi chiede le dimissioni di Baglioni

È su Twitter che si è scatenata la bagarre tra gli spettatori del Festival. “Quella sua camicia nera…” scherza qualcuno, parafrasando uno dei testi più celebri del cantautore. Ma il tono generale delle polemiche è aspro. Chi ha rintracciato una citazione al Duce nel suo “Italiani!” esprime sgomento in rete. “Chieda scusa e lasci il Festival immediatamente” lo esorta qualcuno, non avendo apprezzato lo spirito di un momento che, chiaramente, avrebbe dovuto avere intenzioni differenti.

Baglioni dittatore artistico del Festival

Impossibile svincolare, al momento, quanto accaduto sul palco della seconda serata di Sanremo 2018 con la definizione di “dittatore artistico” che Baglioni si è auto attribuito fin dall’inizio di questo Festival. In quel caso, si tratta sì di una citazione della definizione che una signora incontrata per strada gli avrebbe ironicamente attribuito, cosa che è stato lo stesso Baglioni a raccontare. Chi non ha apprezzato l’esortazione urlata dal pulpito ha perfino rintracciato in questa etichetta una connessione articolata e fantasiosa a una presunta apologia del regime fascista.

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