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Italia in guerra contro la Libia: Giletti approfondisce il conflitto a L’Arena

Nella puntata dell’Arena del 20 marzo 2011, il conduttore approfondisce la guerra libica con interventi autorevoli e le opinioni di Sgarbi, Sposini e pubblico parlante.
A cura di Marianna D Onghia
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I due contenitori d'informazione del primo pomeriggio domenicale, L'Arena e Domenica Cinque, hanno dato spazio alla questione della guerra libica. Giletti, preferito dal telespettatore nell'approfondimento giornalistico rispetto a Brachino, ha invitato nella sua arena televisiva inviati e giornalisti del telegiornale di Minzolini, insieme a Sgarbi e l'opinionista fisso Sposini, incorniciati dai due schieramenti di pubblico parlante, come di consueto.

L'impreparazione di Rai e Mediaset sulla guerra tenta di essere arginata dagli spazi d'informazione di punta delle due emittenti: Brachino si è anche avvalso di un intervento del ministro Frattini, che ha ribadito la posizione italiana in merito all'intervento in Libia: l'esponente del governo ha ribadito la partecipazione al conflitto dell'Italia come membro dell'Onu e quindi partecipe alle sue missioni, come quella di pace, libica, denominata Odissea all'Alba, intesa come aiuto per la popolazione, che per ritrovare la libertà e rinascere (l'alba) dovrà attraversare l'impresa bellica (odissea).

Giletti, invece, prima di aprire una interessante parentesi sul nucleare, conclusasi nel bel mezzo del dibattito, con conseguente rammarico del conduttore, si è attorniato questo pomeriggio di reporter e giornalisti del Tg1 con l'intento di far luce sulla situazione in Libia, per una concisa sintesi degli avvenimenti salienti del conflitto, come l'attacco francese e aggiornare i telespettatori sui ruoli dei protagonisti della guerra in atto.

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Accade, in alcuni casi, che gli approfondimenti giornalistici dei telegiornali e degli speciali degli spazi d'informazione, non riescano ad essere efficaci e al passo con la notizia, quanto invece gli organizzati talk show, che concedono lassi di tempo maggiori e insistono con presa diretta sugli argomenti di attualità di notevole spicco. Così è successo oggi pomeriggio all'Arena, che ha dato modo ai cronisti del Tg1 di poter aprire una parentesi dettagliata della situazione libica, sulla quale cresce il fermento e l'interesse tra gli italiani. I giornalisti hanno toccato l'argomento degli attacchi francesi, seguiti prontamente da quelli USA, che hanno distrutto numerosi carri armati libici. I caccia francesi, che hanno dato il LA alle operazioni, nonostante il fermento bellico fosse già in atto, hanno colpito le zone di Tripoli e Bengasi, suscitando la pronta reazione di Gheddafi. Il capo di stato libico si è subito lanciato in un discorso alla nazione e non ha mancato di accusare l'Italia di tradimento e di annunciare un conflitto lungo e non facile: nell'intervento post attacco francese Gheddafi minaccia l'inferno per l'Occidente.

Le potenze europee, i membri Onu e Nato e in particolare gli Usa, sono già sull'attenti, uniti in questa missione di pace che tutti ci auguriamo termini presto, con la vittoria del popolo e la caduta di ogni ostacolo alla libertà intellettuale e sociale libica. Sul fronte interventi, però, Giletti ha registrato un passo indietro di Sarkozy, il primo con i caccia della sua nazione ad attaccare la Libia: nell'Arena di questo primo pomeriggio si è parlato di un capo di Stato francese intenzionato a mantener fede alla parola data in merito all'intervento nel conflitto, ma la Francia non vuole essere in prima linea, come sin ora, nella guerra.  Inoltre, Sarkozy non ha risparmiato l'Italia nel suo ultimo intervento, accusando la nazione italiana di aver intrattenuto collaborazioni troppo strette con Gheddafi.

Siamo tutti consapevoli della troppa fiducia e della ostentata alleanza italica con il dittatore libico, con tornaconti diversi dalla pura amicizia diplomatica, ma la popolazione italiana segue con fermento speciali e news sul conflitto: Milly Carlucci fà riferimento alla guerra e la difficile situazione italiana arriva anche nei varietà del sabato sera, che dovrebbero distrarre lo spettatore dalla negatività circostante. Ormai ci siamo dentro e non possiamo omettere niente, la guerra non è un gioco e soprattutto non esistono guerre di pace, ma per la pace (paradossalmente è così). L'intento italiano, europeo e statunitense alla vigilia di questo inizio conflitto è quello di difendere la bistrattata e torturata popolazione libica e dare agli abitanti della nazione africana una seconda chance, come ha sottolineato il presidente della Repubblica Napolitano, ma si tratta pur sempre di  conflitto e speriamo che nelle zone territoriali interessate e nelle frange di popolazione toccate i sacrifici per questo salvifico obiettivo non si trasformino in massacri.

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