Domenica 22 dicembre, Rai1 regalerà agli spettatori l'attesissimo finale della fiction ‘Pezzi Unici‘. La serie televisiva con Sergio Castellitto è stata accolta con grande entusiasmo, vincendo ogni settimana la gara degli ascolti. Fanpage.it ha intervistato Irene Ferri. L'attrice che interpreta Anna Berardi ha commentato il successo della fiction di Rai1, ha parlato dell'ipotesi che si faccia la seconda stagione, ha rimarcato la stima che prova nei confronti di Sergio Castellitto e ha svelato alcuni aneddoti avvenuti sul set.

‘Pezzi Unici' ha messo d'accordo pubblico e critica. Come hai accolto gli ottimi ascolti e le tante recensioni positive?

Questo riscontro è balsamico per l'anima di un attore. Cinzia TH Torrini è stata molto brava a creare la giusta ricetta di melodramma, passione, thriller. Ha acceso i riflettori su un mondo come quello dell'artigianato e sulla possibilità di riscatto per ragazzi che non hanno più speranza.

Sì, è stata in grado di raccontare un mistero, quello della morte di Lorenzo, in un modo inedito. Attingendo al mondo degli artigiani fiorentini.

È il più grande merito di questa fiction: portare alla luce il prezioso patrimonio italiano. Potremmo vivere esclusivamente di questo, di arte, di cultura. Tra le nostre peculiarità e unicità ci sono questi artigiani le cui creazioni non si trovano in nessun'altra parte del mondo. È un peccato che tutto questo stia scomparendo piano piano, perché i maestri non hanno più allievi a cui trasmettere la loro arte, il loro mestiere. Questo è gravissimo.

‘Pezzi unici' mostra come l'artigianato possa essere anche un'opportunità di riscatto.

Sì, nella fiction diventa un mezzo per recuperare giovani perduti. Questo mondo è sottovalutato, messo da parte come se fosse qualcosa di serie b. Invece è la forza, la ricchezza, la storia del nostro Paese.

Nella serie interpreti Anna. Quale è stata la sfida più grande nell'approcciarti a questo personaggio?

Ho tentato di concentrare in questo personaggio tanti colori. Anna è una donna che ha deciso di vivere attraverso le vite degli altri per riempire il vuoto che ha dentro. È tante cose, è forte e materna. Non bisognava renderla troppo dolce, né troppo dura. La sfida più grande è stata proprio riuscire a calibrare tutta una serie di sfumature. Anna doveva essere autoritaria, forte, ma anche morbida per accogliere questi ragazzi e saperli ascoltare, per non trovarsi continuamente coinvolta in uno scontro frontale con loro.

Irene Ferri e Anna Berardi: cosa vi accomuna?

Una cosa che mi accomuna ad Anna è l'empatia verso il prossimo. Istintivamente provo a immedesimarmi negli altri, forse anche per via del mio lavoro di attrice. Un punto di contatto con il mio personaggio, quindi, è la capacità di empatizzare e cercare di comprendere le motivazioni dell'altro. Cercare di non emettere un giudizio come fa Anna, invece, è molto difficile per me.

Alla luce del grande riscontro ottenuto da ‘Pezzi Unici', ritieni che le storie dei ragazzi possano essere sviluppate in una seconda stagione?

Devo dire che ricevo continuamente messaggi da parte di persone che chiedono la seconda stagione. È una cosa che bisognerebbe chiedere alla nostra regista e anche alla Rai. Sicuramente c'è sempre la possibilità di una seconda stagione. Ora non ne so nulla. La serie è andata bene, il pubblico si è affezionato, però bisogna valutare una serie di cose che non dipendono da noi.

Capisco, ma se la Rai contemplasse l'ipotesi di una seconda stagione, ti piacerebbe farne parte?

Certo, mi farebbe piacere. Poi bisogna vedere se Cinzia mi sopporterebbe ancora.

In effetti, questa è la vostra seconda collaborazione. Avete già lavorato insieme ai tempi della fiction ‘Sorelle'.

Esatto, io gliel'ho detto: "Cinzia, attenzione. Non c'è due senza tre". Però metto in conto che lei possa dire: "Io questa non la sopporto più" (ride, ndr). Io mi sono trovata benissimo con lei. Essere richiamati da un regista, poi, è meraviglioso.

Hai dichiarato che lavorare con Sergio Castellitto è un desiderio realizzato. Che esperienza è stata?

Niente di meno di ciò che immaginavo. Concludo quest'anno grata di quello che mi è capitato e di avere incontrato Sergio. Ho potuto vedere come lavora sul set. Ho imparato da lui, guardandolo. All'inizio ero preoccupatissima.

Come mai?

Avevo paura, ero terrorizzata (ride, ndr). Le prime scene sono state difficilissime perché dovevo litigare con Sergio e l'ultima cosa che volevo fare era scontrarmi con lui. Ero distrutta. Dopo aver studiato tutto benissimo, arrivavo la mattina che ero tesissima. Quando ho visto quelle scene in onda, però, è stata una delle pochissime volte che rivedendomi non ho detto: "Oddio che orrore". È stata una grande soddisfazione.

C'è un aneddoto in particolare a cui legherai il ricordo del tempo trascorso sul set?

Il primo che mi viene in mente è il provino con Sergio Castellitto. Io, appunto, ero molto preoccupata. Abbiamo provato una scena e una volta finito, lui si è girato verso di me e ha detto: "Tu per quale squadra tifi?". Ho replicato: "Per l'unica squadra di cui posso essere tifosa, per la Roma". E lui: "Ah ok, allora da qui possiamo partire". Lui è tifosissimo della Roma.

Attualmente sei anche in tournée con lo spettacolo teatrale ‘La camera azzurra'. Come concili i tuoi numerosi impegni lavorativi con il ruolo di mamma?

È molto difficile, soprattutto stando in tournée. Li concilio perché ho un marito…conciliante (ride, ndr). È un ottimo padre e un ottimo compagno. Se io non ci sono, so che i bambini sono in ottime mani e lo stesso vale per lui.

Adriano ha 12 anni e Frida 7. Hanno avuto modo di vedere ‘Pezzi Unici'?

Sì, entrambi hanno visto alcune scene, ma non l'intera serie. Se mi hanno promosso? Sì, loro sono due giudici molto severi con me, soprattutto mio figlio. Invece questa volta sono stati abbastanza buoni nei miei confronti.