Gabriele Bergamin, studente di Scienze della Comunicazione, è stato aggredito a Cagliari dopo aver trascorso la mattinata al mare con il suo fidanzato. Tre giovani lo hanno insultato pesantemente mentre si recava alla fermata del pullman. Il 21enne, una volta raggiunto il bus, ha spiegato loro che avrebbe chiamato la polizia. Nemmeno questo li ha fatti desistere e mentre Bergamin era al telefono con le Forze dell’Ordine, i tre gli hanno messo le mani addosso e lo hanno aggredito con spinte e sputi tra l'indifferenza dei presenti. La conduttrice Barbara D’Urso, dopo aver appreso la vicenda, ha espresso la sua indignazione sui social.

Il commento di Barbara D’Urso e la replica di Bergamin

Barbara D’Urso è intervenuta sui social per denunciare questo episodio gravissimo e l'atteggiamento di totale indifferenza di chi poteva intervenire ma ha deciso di non farlo e di rendersi, indirettamente, complice: “Sono 12anni che lotto, che urlo e non smetterò! Non ti abbattere Gabriele. Questi CRETINI pensano di essere uomini ma sono tutt’altro e prima o poi (volenti o nolenti) troveranno uno specchio per guardarsi! Lo stesso accadrà a chi ieri si è voltato dall’altra parte! Stop omofobia".

 Gabriele Bergamin è intervenuto per ringraziare Barbara D’Urso e ha rimarcato l’importanza di continuare a lottare contro la discriminazione perché non si verifichino più episodi del genere: “Ciao, sono il ragazzo dell'articolo e ti ringrazio per la tua condivisione. Al di là di ciò che mi è successo è importante che si parli di discriminazione, di qualunque tipo si tratti, e sono grato del tuo aiuto. Grazie”. La conduttrice gli ha assicurato il suo sostegno: “Ciao Gabriele, sono con te, sono con voi, sempre”.

Il racconto dell’aggressione

Gabriele Bergamin ha raccontato l’aggressione subita in un lungo post pubblicato su Facebook. Il 21enne ha sporto denuncia in questura e ha invitato tutti coloro che subiscono discriminazioni a trovare il coraggio di essere se stessi, di continuare a esprimersi liberamente e di non cedere alla paura:

“Sabato 3 agosto, alle 20.20 circa, presso piazza Matteotti a Cagliari ho subito un’aggressione da parte di tre ragazzi mai visti prima. È iniziata con i soliti insulti omofobi davanti all'uscita della stazione arst, ed è purtroppo proseguita in qualcosa di più. I tre mi hanno seguito fino alla fermata capolinea dell'M, sul quale sono salito credendo di essere al sicuro. Dopo essersi avvicinati alla portina del mezzo, i tre hanno cominciato a minacciarmi. A quel punto, capendo che la situazione avrebbe potuto prendere una brutta piega, ho chiamato la polizia con l'intenzione di spaventarli. Ho ottenuto esattamente l'opposto. Sono stato spinto più volte, mi sono state messe le mani nel collo e spinto all'indietro, ho ricevuto sputi sul viso e sulla maglietta e mi è stato rubato il tabacco che avevo in tasca, fin quando il pullman non è partito e i tre, per fortuna, sono rimasti fuori. Tutto è avvenuto davanti alle tante persone sopra e fuori dal mezzo. Nessuno è intervenuto, in nessun modo. In realtà nessuno ha neanche guardato. Io sto bene, non ho riportato alcun danno fisico, ma non si può dire lo stesso del dolore psicologico che questo mi ha causato”.

Gabriele Bergamin ha spiegato che quell’aggressione, inflitta con l’unico scopo di dare sfogo a una insensata e crudele discriminazione, lo ha fatto sentire “ferito e umiliato”. Gli fa male sentirsi bersaglio di “ignoranza e cattiveria” nel momento in cui ha trovato il coraggio di essere se stesso:

“Sono estremamente stanco di dover combattere costantemente per avere rispetto da chiunque indipendentemente dal mio modo di essere o vestirmi. Sono estremamente stanco della costante insicurezza nel camminare in strada con il mio ragazzo. Sono estremamente stanco di qualsiasi azione omofoba o discriminatoria, dalle semplici frasi fino alle vere e proprie aggressioni fisiche. […] Vi prego non rinunciate a niente per la paura, piuttosto agite contro di essa. Non abbiate paura di parlarne e non vergognatevi mai, nemmeno per un secondo, di essere quello che siete. Non perdete mai la possibilità di rivendicare ogni santissimo giorno in questo mondo il rispetto che meritate in quanto esseri umani, e nel momento in cui qualcuno osa farvi del male denunciatelo, senza pensarci due volte, perché nessuno ha il diritto di torcervi un capello, in nessuna circostanza”.