Ettore Andenna è stato lo storico mattatore di "Giochi senza Frontiere", la trasmissione più vista a cavallo tra gli anni '80 e '90 in cui vi erano giochi di abilità simili a quelli visti nel Genodrome, il contestato gioco di "Ciao Darwin" al centro di una serie di incidenti dei giorni scorsi, tra cui quello di Gabriele che rischia di rimanere tetraplegico. Intervistato dal settimanale "Oggi", in edicola da domani, Ettore Andenna fornisce la sua esperienza su giochi di questo tipo: "Tutto sta nella prevenzione". 

Le parole di Ettore Andenna

Ettore Andenna racconta che in più di undici anni di "Giochi senza Frontiere" non ci sono stati incidenti particolari, tranne un caso nel 1996 in cui ci fu un ragazzo che si ruppe una caviglia: "Ma non per colpa del gioco, per colpa della sciocchineria del concorrente che ha voluto buttarsi giù da 5 metri per guadagnare tempo". 

Tutto sta nella prevenzione, e in quello noi eravamo maniacali, avevamo addirittura una squadra che tenendo anche conto della foga dei concorrenti, testava ogni gioco per evidenziare anche la minima criticità. L’unico problema che io ricordi fu un ragazzo che si ruppe una caviglia nel 1996 a Torino. Nella deriva di oggi forse si pensa più alla spettacolarizzazione… Detto questo, Bonolis non c’entra, se c’è una responsabilità è di altri.

Ciao Darwin, parla la testimone

E, intanto, continuano i racconti legati all'incidente nella sfida dei cilindroni durante Ciao Darwin. Emanuela è una delle concorrenti di Ciao Darwin presenti durante la prova del Genodrome (cilindroni) quando il cinquantenne romano Gabriele Marchetti è caduto rovinosamente riportando lo schiacciamento di due vertebre e rischia ora la paralisi: “Ci hanno detto di non parlare dell'incidente con gli altri concorrenti per non spaventarli" e solleva ulteriori dubbi sulla sicurezza dei giochi: "Anche durante la salita saponata ho rischiato di farmi male, vedendo da sotto i rulli ho capito che era molto difficile superare la prova, quella caduta poteva capitare a chiunque".