A piccoli passi, la Rai si muove sempre più nella direzione di una trasformazione in un'azienda moderna e sempre più inclusiva. Stando a quanto annunciato dall'azienda di viale Mazzini, verrà istituita a breve la figura di un Disability manager, ovvero un professionista con la responsabilità di coordinare il lavoro di accessibilità ai prodotti aziendali da parte delle persone disabili.

A dare la notizia è stato l’Amministratore delegato Fabrizio Salini, nel corso del convegno “Nessuno escluso”, incentrato sul tema della disabilità e dell'impegno profuso dal servizio pubblico nel garantire massima accessibilità a contenuti e possibilità ai fruitori dei servizi.

Ma l'operato del Disability Manager non sarà concentrato unicamente sugli spettatori, ma anche sulla gestione delle risorse interne. Si occuperà infatti di orientare l’organizzazione e la gestione del personale Rai, concentrandosi sulle persone con disabilità ed avendo come fine l’accesso e la valorizzazione del loro lavoro in ambito aziendale.

Un orientamento in linea con quanto fatto di recente da diverse aziende di servizio pubblico televisivo europee, a cominciare dalla BBC, che pochi mesi fa annunciava un'intensificarsi dell'impegno su questo aspetto da parte dell'azienda, ma anche negli Stati Uniti. “Il tema dell’offerta dedicata alle persone con disabilità rappresenta uno degli elementi centrali della missione di servizio pubblico", spiega Salini, che poi descrive la nuova figura come "in grado di dialogare, di intervenire, monitorare e essere presente anche nell’ideazione, nella creazione e nella qualità del contenuto”. E poi aggiunge:

Nel 2018 la Rai ha sottotitolato 16.040 ore (1.500 in più rispetto al 2017) pari all’88% (a fronte di un obbligo dell’85%). Il dato si inserisce in un trend pluriennale di continua crescita […] Ho da 8 mesi la responsabilità e l’onore di guidare questa azienda  e confesso che una delle cose che più mi ha colpito, nel conoscere dall’interno questa grande macchina che è la Rai, è proprio la quantità e la qualità del suo impegno sui temi dell’accessibilità. Un impegno che merita di essere sottolineato anche perché quasi mai entra nei giudizi, talvolta troppo sbrigativi, sul modo in cui assolve ai suoi doveri di Servizio pubblico”.