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Ilaria Galassi e la crisi da Coronavirus: “Chiuderò il negozio da parrucchiera, ora sogno il Gf Vip”

Negli anni ’90, Ilaria Galassi era una delle ragazze di Non è la Rai. Riceveva ogni giorno oltre 400 lettere di ammiratori che le promettevano amore eterno e di coetanee che le raccontavano le loro pene. Dopo il successo, si sono alternate gioie e dolori: un incidente, poi un aneurisma, ma anche una tenera storia d’amore con Pietro Taricone, due splendidi figli Rocco e Riccardo e la relazione con Daniele Brunone. Oggi lavora nel salone di parrucchiere del suo compagno, ma a causa degli effetti dell’emergenza Coronavirus si vedono costretti a chiudere. Ilaria si è raccontata in un’intervista rilasciata a Fanpage.it.
A cura di Daniela Seclì
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Erano gli anni '90 quando Ilaria Galassi, adolescente vivace e con gli occhi da cerbiatto, diventava una delle ragazze di Non è la Rai. Amatissima dagli italiani, riceveva ogni giorno centinaia di lettere da parte di giovani corteggiatori e di coetanee che le confidavano le loro pene d'amore. Oggi ha 44 anni e abita a Roma. In questi anni, ha vissuto un continuo alternarsi di gioie e dolori. Dopo la popolarità ottenuta a Non è la Rai, un incidente e poi un aneurisma l'hanno costretta a guardare la morte in faccia e le hanno impedito di coltivare la carriera televisiva. Ma la vita le ha riservato anche delle bellissime sorprese come una tenera storia d'amore con Pietro Taricone durante l'infanzia, poi due splendidi figli Rocco e Riccardo e la relazione con Daniele Brunone, l'hairstylist che le dà tutto ciò che desidera. L'emergenza Coronavirus, però, ha messo alla prova anche la sua famiglia. Il suo compagno si vede costretto a chiudere il suo salone di parrucchiere. Ilaria Galassi ha raccontato la sua storia a Fanpage.it.

Partiamo dal 1990. Quando tutto è cominciato, eri sul divano di casa tua a guardare Domenica In.

Sì, quell'anno c'era in regia Gianni Boncompagni. In sovrimpressione c'era la scritta: ‘Cercasi ragazza pon-pon'. Dissi a mia madre: ‘Ti prego, fammi provare'. Ma lei, maestra elementare, era contraria: ‘No, devi studiare'. Mio padre, invece, prese il numero e chiamò. Feci un provino in costume intero e fui presa subito. Pochi giorni dopo, Boncompagni chiamò mio padre e gli disse: ‘L'anno prossimo farò un programma che si chiamerà Non è la Rai e durerà 5 anni. Vorrei che Ilaria ne facesse parte'. Da lì è iniziato tutto.

Quando ti sei resa conto di non essere più un'adolescente come tutte le altre ma di essere diventata un idolo per tanti ragazzi?

Dal secondo anno di Non è la Rai. Quanto mi piaceva questa cosa, mi sentivo una diva. Poi, però, quando si spegnevano le luci, andavo a casa e facevo la stessa vita di qualunque adolescente. Facevo i compiti, filavo a letto e basta.

Ho letto che ricevevi 400 lettere al giorno…

Sì, ne ricevevo tantissime ma che emozione. Ancora oggi mi chiedo: ‘Ma perché ero così amata?'. Non ero una cantante, non ero una ballerina professionista, non ho mai fatto l'attrice.

Cosa ti scrivevano?

‘Ti amo' o ‘Ti prego mandami una foto'. A volte mi mandavano regali. Mi raccontavano le loro storie d'amore. Purtroppo non avevo tantissimo tempo e non riuscivo a rispondere a tutti. Spesso lo faceva mio padre, ma poverino era anche stanco (ride, ndr). Tante persone hanno persino dato il mio nome, Ilaria, alle figlie. Dopo 25 anni, quando mi dicono queste cose mi viene da piangere. È pazzesco.

A Non è la Rai sembravate tutte molto unite. Quanto c'era di vero?

Io ho incontrato delle vere amiche, che sento tuttora come ad esempio Antonella Mosetti. La amo tantissimo, non è cambiata per niente. Ha lo stesso carattere di 25 anni fa. Indubbiamente tra noi ragazze c'era anche rivalità, però sana.

Ilaria Galassi e Antonella Mosetti
Ilaria Galassi e Antonella Mosetti

Dal 1993, la conduzione di Non è la Rai viene affidata ad Ambra. Com'era il tuo rapporto con lei?

Avevo un buon rapporto con tutte. Quando Ambra ha iniziato a condurre il programma, non è che si sia allontanata, ma era piena di impegni, doveva fare tutto lei. Condurre un programma dall'inizio alla fine a quell'età non è facile. Infatti Ambra è stata brava e ha meritato tutto il successo che ha avuto.  Automaticamente, però, il rapporto è cambiato.

Boncompagni è scomparso nel 2017. C'è un ricordo in particolare che ti lega a lui?

Mi prendeva sempre in giro perché parlavo romano. Era severo su alcune cose: il playback doveva essere preciso, poco trucco, dovevamo parlare in italiano, però poi ci diceva sempre: ‘Cercate di essere voi stesse, naturali'.

Gianni Boncompagni, Enrica Bonaccorti e le ragazze di Non è la Rai
Gianni Boncompagni, Enrica Bonaccorti e le ragazze di Non è la Rai

Dopo Non è la Rai è iniziato un periodo delicato per te. Nel 1996 dovevi diventare la nuova velina di Striscia la Notizia, poi hai avuto un incidente…

Un uomo, che forse era ubriaco, non mi ha visto e mi ha preso la gamba destra e rotto la tibia. Sono stata un mese con il peso attaccato ai talloni. Ma la produzione inizialmente dubitò della mia sincerità.

Come mai?

Pensavano che essendo molto popolare, avessi scelto di fare altre cose. All'epoca non potevo mandare una foto sul cellulare e mostrare le mie condizioni. Poi, però, hanno capito. Ho sofferto tanto perché mi sarebbe piaciuto fare la velina. Rinunciando ho perso tanti di quei soldi e serate. Purtroppo non è stata colpa mia. Dopo l'incidente sono stata operata due volte. Piano, piano mi sono rimessa in piedi e ho ricominciato a lavorare.

Nel 2000, un'altra batosta. Hai avuto un aneurisma.

Sono stata male, in coma. Ho visto la morte in faccia. Quando ho avuto il malore, ero con Roberta Carrano (anche lei nel cast di Non è la Rai). Mi ha salvato la vita chiamando il 118. Senza di lei sarei morta. Il dopo è stato ancora più difficile dell'intervento. Non ricordavo più niente, prendevo barbiturici, ero sedata. L'aneurisma aveva compromesso il linguaggio e la memoria. Ci ho messo tre anni a riprendermi.

Nel tuo passato c'è anche una relazione con Pietro Taricone, a quando risale?

Eravamo cuccioli. Io ancora non facevo televisione. Risale a prima del '91. I miei genitori sono di Trasacco in provincia dell'Aquila. Quando uscivamo ad Avezzano, incontravo Pietro al parco. Eravamo quelli più belli della comitiva (ride, ndr). Ci sono stati i primi bacetti, poi ci facevamo i dispetti. Pietro era gioioso, matto, vivace come me. È durata per un anno.

Poi vi siete persi di vista?

L'anno successivo ho iniziato a fare Domenica In. Andavo sempre meno ad Avezzano, spesso lavoravo anche l'estate. Pian piano ci siamo sentiti sempre meno.

Immagino sia stato comunque doloroso per te apprendere della sua morte…

L'ho vissuta molto male. Non trovo parole per dire altro. È stata una cosa bruttissima.

Chi è Ilaria Galassi oggi?

Sono una mamma di due bellissimi bambini. Combatto con l'adolescenza di Rocco che ha 16 anni e con la vivacità di Riccardo che ha 5 anni. Rocco vive con il papà a Torino però lo seguo e spesso vado a trovarlo. Per il resto sono serena, a tratti felice. Sono serena perché sono in salute, ho due figli stupendi, il mio compagno (l'hairstylist Daniele Brunone, padre del piccolo Riccardo) non ci fa mancare niente, è sempre presente, è una bravissima persona.

Di cosa ti occupi?

Davo una mano al mio compagno nel suo salone. Ero in cassa, mi occupavo della contabilità e degli appuntamenti. Adesso è tutto chiuso e non so neanche se riapriremo.

State pensando di chiudere?

Sì, chiudiamo, è inutile. Con l'emergenza Coronavirus ci abbiamo rimesso troppi soldi. Avevamo il salone da 6 anni.

In effetti, diversi parrucchieri hanno protestato davanti alla prospettiva di poter riaprire solo a giugno.

Lo Stato non ci sta aiutando, dovrebbe darci i soldi per poter comprare tutto ciò che serve per proteggere noi e i clienti. Devi cambiare tante cose nel negozio e tutto questo costa. Oltretutto abbiamo dovuto pagare comunque l'affitto. Certo abbiamo pagato il 50%, ma se sono 2400 euro al mese, il 50% è comunque tanto. Mettere il plexiglass o delle barriere mi costerebbe tantissimo. E poi lo Stato i soldi non ce li dà…fai la domanda ma i soldi non arrivano.

Ti riferisci ai 600 euro?

Sì. Il mio compagno che ha la Partita Iva ha fatto la domanda ma i soldi non sono arrivati. Quindi noi chiudiamo. Non contiamo di riaprire a giugno. Daniele si è fatto i conti e mi ha detto: ‘Amore mio, chiudiamo prima di farci del male'. Se devo pagare 2500 euro al mese di affitto del negozio, le bollette, l'affitto della casa in cui vivo, poi ho due figli, non ce la faccio proprio. È una perdita.

Avete già un piano B?

La mamma di Daniele ha un grande negozio di parrucchiere, quindi il mio compagno andrà a lavorare lì altrimenti come mangiamo? Io sono ferma e non so cosa succederà. Non riesco neanche più a fare progetti.

Ti piacerebbe tornare in televisione?

Vorrei tanto fare il Grande Fratello Vip. Mi piacerebbe mettermi in discussione, vedere quanta pazienza e tolleranza ho, scoprire chi mi manca veramente, a chi penso assiduamente. Vorrei mettermi alla prova con una convivenza forzata con persone che non conosco. È una sfida che vorrei fare con me stessa. Ma chiamano tutte le ex ragazze di Non è la Rai tranne me (ride, ndr).

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