Striscia la notizia ha trasmesso le immagini del violento pestaggio subito da Vittorio Brumotti in zona Porta Venezia a Milano. L’inviato del tg di Antonio Ricci è stato aggredito e malmenato mentre riprendeva l’attività di una piazza di spaccio. Lo stesso Brumotti, in un video girato il giorno dopo l’aggressione, ha spiegato di essere stato costretto a tornare sul luogo del pestaggio per riprendere la zona dopo che la telecamera che conteneva le prime immagini del servizio gli era stata rubata. Queste le dichiarazioni dell’inviato:

Questa è una storia che parte dalla fine. Ieri sono stato aggredito mentre stavo documentando l’ennesimo spaccio che avviene a Milano. In via Fiume c’erano almeno 70 spacciatori schierati in fila. Verso la fine diversi tra loro mi si sono avvicinati, mi hanno aggredito e mi hanno spaccato sulla mascella un attrezzo usato per riprendere. Adesso mi fa male la mascella, non posso parlare più di tanto ma questi atti di intimidazione non ci fermeranno. La brava gente deve riappropriarsi del territorio.

Vittorio Brumotti in ospedale dopo l’aggressione

Dopo l’aggressione subita a Milano, Vittorio Brumotti è stato trasportato all’ospedale Niguarda di Milano in codice verde. L’inviato di Striscia la notizia è stato colpito alla testa con un bastone poco prima del tempestivo arrivo delle forze dell’ordine e dei soccorsi. Fin dall’inizio, ha fatto sapere che le sue condizioni non sono gravi e che l’ennesimo attentato subito non lo avrebbe indotto a desistere dal documentare quanto accade nelle piazza di spaccio. Poco giorni prima di essere colpito in zona Porta Venezia, Brumotti era stato aggredito in zona Navigli, sempre a Milano.

L’inviato attacca la ‘ndrangheta

In un video postato sui social a poche ore dall’aggressione, Vittorio Brumotti ha attaccato l’’ndrangheta, organizzazione criminale cui sostiene faccia capo parte dell’attività di spaccio di droga in Lombardia: “Per rigenerarmi sono tornato sul luogo del misfatto con la mia mascella mezza distrutta: è il mio modo per superare il trauma. Poi sono andato a villa Necchi, una delle meraviglie del Fai, a rifarmi gli occhi, per riempirli di cose belle. Mi hanno colpito al volto in modo violento con il bastone della mia go pro, una botta fortissima. Sono svenuto per qualche secondo, ora ho lividi qua e là. C’erano tanti ragazzi di colore. Ma non sopporto le generalizzazioni. Sono di colore anche i tanti ragazzi che ci hanno portato il cibo a casa con Glovo per soddisfare i nostri vizi. La colpa dello spaccio è degli italiani: sono loro i primi consumatori di droga, spesso padri di famiglia che vanno a comprare cocaina per il loro sballo. E italiano è il business: la ’ndrangheta controlla il 90% del mercato della coca. Quando mi sono venuti addosso non ho visto dei piccoli spacciatori, ho visto la ’ndrangheta”.