Ieri sera è andata in onda la prima puntata del nuovo Tiki Taka, ma nessuno sembra essersene davvero accorto. La rinnovata edizione con Piero Chiambretti, salutato Pierluigi Pardo ufficialmente per ragioni legate alla volontà del giornalista sportivo di concentrarsi sulle telecronache, è partita con 546.000 spettatori e il 7% di share. Non c'è stato l'effetto novità. La media dell'ultima edizione del programma di Pardo, lontana è stata ben più alta, sfiorando il 9% sebbene divisa in due parti: una prima stagione andata in onda eccezionalmente in prima serata, una seconda ben oltre la seconda serata.

Le differenze tra Chiambretti e Pardo

La differenza tra Piero Chiambretti e Pierluigi Pardo è palpabile. Il conduttore torinese è un cavallo di razza e non ha pari nella gestione degli ospiti, mantenendo il registro dell'ironia sempre alto. Il conduttore romano resta invece insuperabile nel mantenere alto il ritmo della trasmissione e, soprattutto, nel parlare puramente di calcio. Piero Chiambretti rompe questa liturgia, smitizzando nei fatti il campionato e il suo racconto. Almeno questo traspare dopo una puntata. Il programma cambia in questo. Se perde o acquista qualcosa, ce lo dirà solo il tempo.

Il Grande Calcio di Bonolis, un esperimento simile

Non è la prima volta che un conduttore estraneo al calcio prova a raccontare questo mondo. Era il 2005 e con l'acquisizione dei diritti tv per le sintesi delle partite di Serie A, Mediaset affidò a Paolo Bonolis la conduzione de "Il Grande Calcio". Era un programma che nasceva proprio con l'intento di smitizzare il calcio, ma non funzionò e dopo una serie di polemiche interne con la redazione sportiva di Mediaset, su tutti Sandro Piccinini, all'epoca conduttore di Controcampo, fu sostituito in corsa da Enrico Mentana. Il programma si concentrava unicamente sul racconto dei fatti della giornata. A fine stagione, il programma non fu rinnovato.