È sbagliato l'uso del termine "bufala". Quella del virus polmonare creato in laboratorio del servizio del Tg3 Leonardo non è una bufala: il servizio è vero, esiste, vive in mezzo a noi, nessun montaggio ingannevole.

Qui ci troviamo invece di fronte a una notizia vera, quella della creazione di un “supervirus” chimera in un laboratorio cinese, che è datata 2015 e che molti, sulla scorta di quanto risibilmente fatto da illustri personaggi politici nostrani che l'hanno rilanciata (citofonare Salvini e Meloni), hanno creduto potesse essere una previsione di quanto sta drammaticamente accadendo in queste settimane con il coronavirus.

Meglio dirlo per evitare equivoci: non c'è alcuna relazione tra il supervirus creato in laboratorio e il coronavirus. Ma c'è un'incredibile somiglianza tra quella notizia data cinque anni fa dal Tg3 Leonardo e l'idea complottista che si vuole avere di questo virus che ha sconvolto le nostre vite e messo in crisi le nostre certezze. L'idea che sia stato creato a tavolino da qualcuno e che sia finito nelle mani sbagliate è una storia che sottende molte discussioni da bar sul coronavirus sin da quando questa parola sembrava ancora un problema solo cinese, il solito pericolo esotico che non ci avrebbe mai sfiorato.

Ma il servizio del Tg3 Leonardo che ha scatenato la psicosi tornando virale in queste ultime ore è una casuale combinazione perfetta di parole chiave e concetti incredibilmente vicini a quelli diventati ormai familiari nella narrazione cospirazionista del Coronavirus: c'è un virus, un laboratorio, i polmoni, i pipistrelli, per finire con il dessert perfetto del dualismo tra Cina e Usa. Una miscela esplosiva che va a intaccare un sistema immunitario già debole quale è l'equilibrio psichico attuale dell'intera comunità, penetrandolo senza pietà proprio al pari di come riuscirebbe a fare un violento virus in un organismo.

È un caso di studi che a bocce ferme, fra qualche tempo, osserveremo affascinati, rendendoci conto di quanto una società addomesticata alla legge del sospetto, educata a credere che anche il falso possa essere vero semplicemente perché possibile, si sia resa vulnerabile e attaccabile a scoppio ritardato persino da un servizio del Tg3 Leonardo andato in onda alle 2 del pomeriggio nel 2015. Un servizio che è vero, quanto è vero che noi siamo diventati tutti scemi.

P.s. Solidarietà al collega giornalista scientifico Maurizio Menicucci, diventato autore di bufale a sua insaputa.