La televisione, a volte, può provocare danni irrimediabili. Lo prova il caso di "The Jeremy Kyle Show", programma televisivo britannico dedicato alle liti famigliari, che qualche giorno fa ha dovuto farei i conti con il suicidio di uno dei suoi partecipanti. In seguito all'episodio, la trasmissione ha chiuso definitivamente i battenti, come annunciato dall'emittente ITV. I profili social e Youtube sono stati disattivati e tutti i contenuti sono stati eliminati dal web.

Il suicidio di Steven Dymond

La decisione nasce da quanto accaduto a Steven Dymond, 63 anni, trovato morto lo scorso 9 maggio. Una settimana prima, l'uomo era intervenuto in una puntata di "The Jeremy Kyle Show", partecipando a un test della macchina della verità, che avrebbe svelato la sua infedeltà coniugale. L'episodio non è mai stato mandato in onda e il pubblico inglese ha chiesto a gran voce la cancellazione del programma. Una richiesta che è stata accolta, come ha chiarito il comunicato ufficiale di ITV:

Data la gravità degli eventi recenti, abbiamo deciso di chiudere la produzione del Jeremy Kyle Show. Il Jeremy Kyle Show ha avuto un pubblico fedele ed è stato creato da un team produttivo che ha lavorato per 14 anni, ma ora è il momento di porre fine al programma. Tutti i pensieri di ITV sono con la famiglia e gli amici di Steve Dymond. ITV continuerà a collaborare con Jeremy Kyle in altri progetti.

Jeremy Kyle Show, quando la vita privata diventa spettacolo

Quanto accaduto ha sollevato proteste persino da parte di membri del Parlamento e della stessa premier Theresa May. Una nota di Downing Street ha definito la vicenda "profondamente preoccupante". Quanto accaduto porta l'attenzione su tutta quel mondo televisivo (che per comodità ci limitiamo a classificare come "trash") che utilizza il gossip e la vita privata come catalizzatore: un universo che trova ampio spazio anche nei palinsesti italiani. Manco a dirlo, il Jeremy Kyle Show è stato il programma diurno più popolare di ITV, con una media di un milione di spettatori e uno share del 22%. Davvero ha senso continuare con questo tipo di contenuti, se il rischio è rovinare la vita alle persone? Il Regno Unito, dove recentemente è finito sotto accusa anche "Love Island" (due ex concorrenti si sono tolti la vita, Sophie Gradon e Mike Thalassitis), si sta interrogando seriamente sull'argomento. E chissà che il dibattito non giunga anche in Italia, possibilmente prima che fatti simili accadano anche qui.