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E' durissima la presa di posizione – pubblicata stamattina sul quotidiano Avvenire – da parte del Moige che si schiera contro il programma di Antonella Clerici, Ti lascio una canzone, in onda il sabato sera su Rai 1 facendo concorrenza ad una macchina da guerra qual è C'è posta per te di Maria De Filippi. E dopo la bambina che ha pianto in diretta tv che noi abbiamo aspramente criticato definendo il programma come un palco dove scimmiottano barbie ed ometti e dopo che Roberto Cenci ha preso le distanze da Ti lascio una canzone, è arrivata anche la replica del Moige per bocca di Elisabetta Scala, responsabile dell'Osservatorio Media che avrebbe presentato denuncia al Garante per l'infanzia e l'adolescenza:

Non è più il format piacevole dedicato ai giovanissimi della scorsa edizione che suscitava sorrisi e tenerezza. Quest'anno si è vergognosamente trasformato in un programma assolutamente inadatto all'età dei suoi minori protagonisti […] Abbiamo ricevuto numerose segnalazioni di genitori e nonni indignati per l'indecente competizione.

Dare valutazioni a giovanissimi che non sono pronti a sopportare questo stress, un meccanismo che implica l'eliminazione di concorrenti e tanta tensione sotto i riflettori. Una competizione "inadatta che strumentalizza i bambini che non hanno ancora una personalità strutturata per sostenere una tale tensione". E c'è di più: oltre al fatto che i giovanissimi vestono come i grandi e si atteggiano a grandi, le canzoni non sono "affatto adatte alla loro età". Parlano infatti di sentimenti, emozioni, pensieri che sono anni luce distanti da quelli di un bambino: possiamo parlare quasi di una forzatura. Quando è troppo, è troppo. Il Presidente dell'Aiart Luca Borgomeo rincara la dose contro Viale Mazzini accusata di mandare in onda spot sul Gratta e Vinci su un canale dedicato ai più piccoli:

E' indecente che la pubblicità del Gratta e Vinci sia trasmessa anche su Rai YoYo, un canale dedicato ai bambini più piccoli. Dall'emittenza pubblica ci aspettiamo uno scatto di dignità a tutela dei più piccoli e delle loro famiglie.

Una guerra all'ultimo sangue quella tra Moige e tv che prosegue da anni. Prima contro il Grande Fratello, poi contro tutti quei contenuti trash che quotidianamente affollano il palinsesto televisivo di tutte le reti televisive, nazionali e regionali, pubbliche e private. Uno scempio che plagia le menti dei più piccoli con una pubblicità sempre "più studiata" e quindi opprimente, martellante, pericolosa e che propina disvalori.