Sono destinate a far discutere le recenti dichiarazioni del ministro dei beni e delle attività culturali Alberto Bonisoli a "Un giorno da pecora" a Radio1: "Mi piacerebbe che ci fosse più libertà, anche i cinepanettoni e il Grande Fratello sono cultura, l'importante è che sia salvaguardata la possibilità di scegliere". Nel ragionamento del ministro Bonisoli possono coesistere dunque un quadro, un buon libro, un trattato di filosofia con argomenti leggeri e pop, come un "Vacanze di Natale 2000" e una edizione a caso di un reality show a vostra scelta.

Le parole del ministro Bonisoli

Come detto a "Un giorno da pecora", il nostro ministro dei beni e delle attività culturali ha delle griglie molto ampie in cui includere la cultura. Lo è una trasmissione incredibilmente trash come il Grande Fratello Vip, così come il più sempliciotto dei cinepanettoni. Il prossimo, a proposito, sarà su Netflix: "Natale a 5 stelle", l'ultimo che avrebbe dovuto dirigere Carlo Vanzina, ripreso dal fratello Enrico. E, a proposito, su Netflix il ministro auspica che "è giusto che paghino le tasse come fanno tutti gli altri". Dalla cultura, per fortuna, non sembra essere escluso il teatro, almeno stando al suo ragionamento: "Teatri, compagnie, c’è un mondo che ha bisogno di essere aiutato. È importante mantenere la diversità di offerta culturale. Se non ci fosse lo Stato avremmo solo quello che fa cassetta". 

Lo sfogo di Cecchi Paone nel 2001

"Noi facciamo una fatica tremenda per fare cultura in prima serata con una contro programmazione pazzesca e dobbiamo costringere la gente a scegliere tra Superquark, La Macchina del Tempo e il Grande Fratello". Questo invece è Alessandro Cecchi Paone nel 2001, in una memorabile edizione dei Telegatti, in cui contestava la scelta dei direttori di rete e di Tv Sorrisi e Canzoni di inserire la sua trasmissione, "La Macchina del Tempo", e "Superquark" nella stessa categoria "Costume e cultura" con la prima storica edizione del "Grande Fratello". Fu una sfuriata epica contro tutto e contro tutti in nome della cultura in prima serata. Una sfuriata che ritorna alla mente riascoltando le recenti dichiarazioni del ministro dei beni e delle attività culturali Alberto Bonisoli a "Un giorno da pecora" a Radio1. Nonostante l'edizione del 2001, a quasi venti anni di distanza, sia rimasta come unica testimonianza di reale esperimento sociale in prima serata, sentiamo di dire ad Alessandro Cecchi Paone che ci aveva visto giusto con quel moto di ribellione. Voleva scongiurare il "mappazzone" culturale, cosa che adesso appare contemplata anche dai ministri.