Mara Venier porta in tv Gabriele, figlio di Gigi Sabani, nel corso dell’ultima puntata di Domenica In. Compie 11 anni oggi il figlio del conduttore scomparso nel settembre del 2007, a soli 54 anni. Lo festeggia lo studio della trasmissione domenicale di Rai1, oltre alla padrona di casa e alla madre Raffaella Ponzo. “Ero un’amica di tuo padre e tu sei uguale a lui” gli dice Mara. Gabriele non ha avuto il tempo di conoscere l’uomo che lo ha concepito, ma lo ha scoperto attraverso i video e i racconti di Raffaella. “Sin da piccolo gli ho sempre mostrato il filmati e le foto del papà” spiega la donna, che ha cercato in questo modo di fargli sentire di meno la mancanza di quel genitore mai conosciuto.

Gabriele nato quando Sabani era già morto

La storia di Raffaella Ponzo e Sabani è a tratti triste. Sua compagna solo nell’ultimo anno della vita dell’attore, scoprì di aspettare un figlio quando lui era già morto. Tenne segreta la notizia della gravidanza fino al quarto mese, poi decise di raccontarsi al pubblico che per anni aveva amato il suo compagno. Gabriele è il secondogenito di Sabani. Dalla prima moglie, Rita Imperi, l’attore aveva già avuto il figlio Simone.

La morte di Gigi Sabani

Sabani morì il 4 settembre 2007 a Roma, mentre si trovava a casa della sorella. Qualche ora prima del decesso, era stato visitato da un medico dopo avere accusato un malore. Gli era stato diagnosticato uno stato di stress. Alle 22.30 dello stesso giorno fu stroncato da un infarto. La sorella Isabella non denunciò mai il medico che lo aveva visitato qualche ora prima della morte. La Ponzo, ultima compagna di Gigi, dichiarò più tardi che la donna non aveva denunciato il medico, né fatto mai il suo nome, perché minacciata:

Gigi era a casa di sua sorella, la sua amatissima sorella. Sentì un improvviso malessere che si tradusse con un forte dolore allo stomaco e al collo. Sua sorella chiamò su richiesta di Gigi il medico curante che gli prescrisse un farmaco antidolorifico. Dopo aver ingerito il farmaco passò circa 1 ora e mezza ed ebbe un infarto fulminante. I dolori accusati prima erano dei palesi avvertimenti. Perché non denunciammo? Io non potevo. Ero solo la sua compagna. Non sua moglie. Non avevo e non avrei tutt’ora alcun diritto. Mia cognata ebbe paura. Il medico la minacciò.