Le gesta dei grandi personaggi dello sport sono sempre più al centro dell'epica alimentata dal racconto del cinema e delle serie Tv. Dopo "Speravo de morì prima", di recente uscita su Sky e dedicata agli ultimi mesi di carriera di Francesco Totti, il 26 maggio arriva su Netflix "Il Divin Codino", film dedicato a un altro grande campione del calcio italiano, Roberto Baggio. Il calciatore, ritiratosi nella prima decade degli anni Duemila, verrà interpretato sul piccolo schermo da Andrea Arcangeli, attore pescarese classe 1993, che di recente abbiamo visto anche nella serie Romulus.

Martufello è l'ex allenatore della Roma

Nel cast de Il Divin Codino ci sarà anche Martufello, al secolo Fabrizio Maturani, che interpreterà Carlo Mazzone. A riportare la notizia è Il Messaggero, secondo cui l'attore di Sezze, noto soprattutto per la sua lunga permanenza nella compagnia comica del Bagaglino, vestirà i panni del tecnico romano, figura fondamentale nella carriera di Roberto Baggio per averlo accompagnato come allenatore negli ultimi anni a Brescia.

Il Divin Codino, il cast del film su Roberto Baggio

E non è casuale l'interesse per gli attori che interpreteranno gli allenatori nella serie di Baggio, visto che la carriera del calciatore ha avuto proprio nei rapporti con i tecnici incontrati sul suo cammino gli snodi fondamentali della carriera. Al momento si sa che Arrigo Sacchi, suo allenatore in nazionale ai tempi di Usa '94, sarà interpretato da Antonio Zavatteri. Valentina Bellè sarà invece Andreina Fabbi, moglie di Roberto Baggio, Thomas Trabacchi interpreta lo storico procuratore Vittorio Petrone, mentre Andrea Pennacchi è il padre Florindo Baggio.

Il film tratto dal libro

Il film, diretto da Letizia Lamartire, è tratto dal libro omonimo "Divin Codino" (Giulio Perrone Editore) di Raffaele Nappi che presenta così la storia di Roberto Baggio: "è la storia di un ragazzino prodigio, con 220 punti interni di sutura e un menisco perforato a 17 anni. La storia di chi davano tutti per spacciato, e si è ritrovato con un Pallone d'oro tra le mani. Questa è la storia di scontri, tafferugli, incendi in nome di un calciatore. È la storia di un'estate italiana, di piazze e di feste, di bandiere e di vespe, di monaci e di cacciatori. Questa è la storia dell'uomo che non ha nemici. Questa è la storia di una generazione. Questa è la storia di un campione. Questa è la storia di Roberto Baggio".