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Il direttore di Charlie Hebdo: “Ammazzare un disegnatore è come uccidere un bambino”

Gerard Biard è stato ospite di Fabio Fazio a Che Tempo Che Fa ad un mese esatto dalla strage al giornale parigino. Molto forti alcune sue frasi in merito alla vicenda mentre la redazione, in questi giorni, prepara il prossimo numero in uscita: “Il limite di un vignettista è la legge”.
A cura di A. P.
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Il nuovo direttore di Charlie Hebdo Gerard Biard è stato ospite di Che Tempo che Fa da Fabio Fazio, nel giorno in cui ricorreva un mese esatto dal giorno della strage dove morirono diversi disegnatori e membri della redazione del giornale francese. "Siamo tornati alla normalità in un certo senso, i primi giorni eravamo chiaramente sconvolti", ha detto Biard aprendo la sua intervista, con un italiano perfetto. Il direttore ha parlato anche del ritorno in edicola, che avverrà a fine febbraio  come affermato negli ultimi giorni, dopo una pausa fisiologica di cui i redattori avevano bisogno, pur non specificando di cosa tratterà la prossima uscita: "Il giornale uscirà il 25 febbraio, stiamo lavorando sull'attualità. Purtroppo l'attualità della prossima settimana non la conoscono. So che ci sarà Sarkozy, perché lui c'è sempre, la copertina la decideremo il lunedì sera, come sempre".

Biard non ha negato un commento in merito al fatto che il giornale abbia visto moltiplicarsi i lettori in maniera esponenziale, divenendo di fatto popolare e mainstream: "E' un po' amaro, però ci fa piacere, perché forse quelli che non leggevano Charlie Hebdo hanno capito che dietro le nostre caricature c'era un senso. Questo senso è difendere il valore della laicità, la libertà di pensiero, la libertà di coscienza, la libertà di bestemmia, anche quella". L'affermazione più bella è stato la risposta a cosa possa voler dire aver ammazzato dei disegnatori:

Quando si ammazza un disegnatore, si ammazza anche un bambino. Tutti i bambini disegnano, è quando diventano adulti che smettono di farlo. E' forse anche per questo che siamo stati sostenuti così tanto

Per forza di cose al centro di tutta la vicenda che ha riguardato il giornale francese c'è un tema, da cui non si può assolutamente prescindere, la laicità: "Laicità non è questione di credere o non credere in un valore, è sapere che senza questo valore non c'è libertà possibile. Non è questione di credo, ma di sapere". Eppure, sin da subito, proprio in relazione al fatto che le vignette più criticate del giornale fossero quelle riguardanti la religione musulmana, molti si sono chiesti quale fosse il limite che un giornalista o vignettista debba rispettare e non oltrepassare:

Il limite ogni vignettista o giornalista lo ha dentro di sé. Però direi che i limiti di Charlie Hebdo sono la legge

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