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19 Novembre 2013
18:06

Il Codacons contro Dexter su Rai 4: “E’ diseducativo”

Le avventure di Dexter su Rai 4 non piacciono al Codacons che presenta un esposto all’Agcom: “Diseducativo e violento, dovrebbe restare sulla pay-tv”.
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La notizia del giorno è che il Codacons ha presentato un esposto all'Agcom, l'Autorità per le comunicazioni, contro "Dexter", trasmesso in prima serata su Rai4. La serie, ormai terminata con l'ottava stagione negli Usa e in procinto di concludersi anche su Fox Italia (canale 111 di Sky), segue le avventure di Dexter, l'ematologo forense della polizia di Miami, che nasconde dentro di se' il sanguinario "oscuro passeggero", l'assassino seriale che colpisce gli altri serial killer che, per un motivo o per un altro, sfuggono alla giustizia.

Si tratta di una serie dal contesto cruento, violento e altamente diseducativo che si evince già dalla storia del telefilm. Uno schizofrenico uomo dai due volti, meticoloso ematologo della polizia scientifica di Miami e sanguinario assassino seriale, punisce con la morte i responsabili di crimini violenti sfuggiti alla mano della giustizia.

Il Codacons si scaglia poi contro il presidente della Rai, Anna Maria Tarantola che ha "più volte dichiarato che l'azienda, come concessionaria del servizio pubblico in Italia, deve avere una sua distinguibilita', una sua cifra e deve prediligere la qualita', sempre, su informazione, fiction e intrattenimento". La serie tv è ispirata al romanzo bestseller "La mano sinistra di Dio" di Jeff Lindsay, di cui poco o nulla rimane dopo le otto stagioni, con sceneggiature totalmente dedicate al contesto televisivo. Nel corso delle otto stagioni, i giudizi della critica sono stati sempre più contrastanti, finendo addirittura con il condannare aspramente il finale scialbo che è stato dato al prodotto.

Quando la CBS, tv pubblica americana, decise di trasmettere le repliche della serie, in onda sulla tv via cavo Showtime, il Parents Television Council (corrispettivo del nostro Codacons), ha protestato contro la decisione, invitando la televisione pubblica a non mandare in onda quello che dovrebbe rimanere su un abbonamento via cavo a pagamento perché, si leggeva nell'esposto, "la serie costringe gli spettatori ad entrare in empatia con il serial killer, facendo il tifo per lui nella speranza non venga scoperto".

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