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Il calvario di Alda D’Eusanio: “Ho perso la memoria e non posso lavorare”

La conduttrice racconta il suo dramma nel salottino di Barbara D’Urso: “Non posso più uscire di casa da sola perché potrebbe venirmi una crisi epilettica da un momento all’altro”. Ed ha perso la memoria.
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A cura di G.D.
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Alda D'Eusanio torna in televisione dopo le polemiche della scorsa settimana, quando ha raccontato di essere stata abbandonata dopo l'incidente. Un duro colpo per Alda, che tre anni fa è stata investita da un motorino mentre stava attraversando la strada. Le conseguenze di quell'incidente si fanno sentire ancora oggi: "Ho emorragie ed emicranie e mi dicono che non valgo nulla".  La conduttrice è stata ospite della puntata di  Domenica Live nel salotto di Barbara D'Urso e racconta il suo calvario:

Non posso più uscire di casa da sola perché potrebbe venirmi una crisi epilettica da un momento all’altro, non posso più guidare. Ti svegli al mattino con un mal di testa allucinante, ti alzi dal letto e cadi.

È impossibilitata a sentire odori e sapori, inoltre non può più guidare:

E poi mi sveglio sempre con un bruttissimo mal di testa, mi alzo dal letto e cado. Non posso più lavorare perché non ho più memoria. Prima sentivo parlare di Alex Belli ma non so chi sia, del resto non so nemmeno più chi sia Garibaldi. Sono senza memoria, come se vivessi in un film di fantascienza.

Alda D'Eusanio si è scagliata contro chi crede che non stia lavorando solo perché non riceve più proposte televisive:

Giancarlo Leone mi ha chiamato l’anno scorso per condurre Verdetto Finale. Ma io non ce la faccio. Posso parlare con te, reggere un quarto d’ora, 30 minuti. Ma so già che, proprio per questo, dovrò stare a letto per quindici giorni con un mal di testa terribile. Comunque io voglio il tuo pusher, Barbara. non so come fai a fare tutto quello che fai!

C'è anche spazio per un po' di sana ironia:

L'ultima volta che sono caduta mi sono fatta male alla mano. Al medico che mi stava fasciando, ho chiesto di lasciarmi un dito, il medio, libero. Perché gli amici si contano sulle dita di una mano, per i nemici, invece, basta un dito.

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