I Simpson non useranno più attori bianchi per doppiare personaggi di minoranze etniche. La morte di George Floyd e il "Black Lives Matter" ha davvero scosso l'America a tal punto da scatenare una necessaria e sentita campagna antirazzista anche nei media e nell'audiovisivo. Dopo la cancellazione dalla piattaforma HBO Max di Via col Vento, la rimozione della puntata di Community per un episodio di presunto blackface, arriva questo l'annuncio dai produttori della popolare serie americana. Centrale nel discorso, il personaggio di Apu Nahasapeemapetilon, il droghiere di origine indiana doppiato nella versione americana dall'attore bianco Hank Azaria.

L'abbandono di Hank Azaria e Harry Shearer

Era dello scorso gennaio l'annuncio di Azaria, che aveva dichiarato pubblicamente di volere abbandonare il ruolo di doppiatore ufficiale di Apu, in accordo con i produttori dei Simpson, a seguito probabilmente delle polemiche che si susseguono da anni intorno allo stereotipo negativo che si sarebbe cucito addosso al noto droghiere indiano. Azaria è stato il doppiatore di altri personaggi dei Simpson di altre etnie: l'ufficiale di polizia nero Lou e il messicano-americano Bumblebee Man. Ma non è il solo che dovrà fare un passo indietro, visto che anche Harry Shearer, voce del dottore di colore Hibbert, dovrà abbandonare.

Anche il doppiatore di Cleveland nei Griffin lascia il ruolo

Decisione praticamente identica quella di Mike Henri, doppiatore di Cleveland, il personaggio dei Griffin che poi ha avuto uno spin off interamente dedicato a lui. Henri ha annunciato il suo addio alla voce del personaggio su Twitter: "È stato un onore doppiare Cleveland per vent'anni. Adoro questo personaggio, ma persone di colore dovrebbero doppiare persone di colore. Per questo motivo lascerò il ruolo". 

La responsabilità dell'audiovisivo

È un momento delicato per il mondo del cinema e delle serie televisive. Le immagini dell'uccisione di George Floyd e le proteste per strada, spesso finite fuori controllo, hanno smosso le acque di uno scontro, quello che deriva da secoli contro il razzismo, mai sopito. Si sta molto attenti alle parole che si usano e ai messaggi che le varie produzioni possono trasferire soprattutto alle nuove generazioni, che con i social e la possibilità di caricare video in rete possono essere i promotori principali di forme  di discriminazione e campagne d'odio.