Che dalla necessità sia sorta una nuova modalità di organizzare le Première anche per il futuro post quarantena? Dall’apprezzamento di questo primo inedito social live organizzato da Sky per il debutto della serie Diavoli, l’ipotesi non è affatto da escludere. Ma facciamo un passo indietro…

Una Premiere inedita per una serie attesissima

L’attuale impossibilità di organizzare eventi sul nostro territorio non ha fatto gettare la spugna a Sky che ha voluto comunque offrire una Première coi fiocchi per l’attesissima serie Diavoli, thriller finanziario tratto dall’omonimo romanzo di Guido Maria Brera e interpretato da un cast d’eccezione formato, tra gli altri, da Alessandro Borghi, Kasia Smutniak e Patrick Dempsey. La storia ruota attorno al profondo e complesso legame tra i due protagonisti: l’italiano Massimo Ruggero (Borghi), perfetto esempio di self-made man, e il suo mentore Dominic Morgan (Dempsey) uno degli uomini più potenti della finanza mondiale.

Parterre de rois per la prima anteprima Facebook

Giornalisti e un gruppo selezionato di fortunati fan, in totale oltre 500 persone, si sono collegati il 15 aprile alle ore 19:00 su Facebook per assistere in anteprima esclusiva alla puntata che andrà in onda stasera per tutti su Sky. In collegamento anche Alessandro Borghi e Kasia Smutniak, con Vic di Radio DeeJay come moderatore d’eccezione, per animare dopo la “proiezione” un’interessante tavola rotonda live.

La prima puntata: no spoiler…

Siamo a Londra, nel 2011. Massimo Ruggero (Alessandro Borghi) è lo spregiudicato Head of Trading della New York London Investment Bank, cresciuto nel mondo finanziario da Dominic Morgan (Patrick Dempsey), CEO della banca. Quando Massimo è a un passo dall’essere premiato con la carica di vice CEO, l’apparente suicidio di un collega e uno scandalo che coinvolge l’ex moglie di Massimo, portano Dominic… Non aggiungiamo altro. Basti dire che la puntata termina lasciando lo spettatore col fiato sospeso e con questa citazione inquietante: “Sento il diavolo che mi parla, che mi sussurra all'orecchio, accarezza il mio ego. Il più grande inganno del diavolo non è farci credere che non esiste, è lusingarci, per non farci vedere che il diavolo siamo noi”.

La tavola rotonda con Alessandro Borghi e Kasia Smutniak

Dopo la puntata Vic di Radio DeeJay ha sottoposto in videoconferenza le domande che i fan hanno potuto scrivere nel gruppo privato ai due attori protagonisti della serie, Alessandro Borghi e Kasia Smutniak. Dopo le reciproche lodi i due hanno risposto riportando qualche gustoso retroscena delle riprese. Borghi ha raccontato di un suo clamoroso ritardo sul set: “io sono della Vergine, quindi pignolo e puntiglioso. Cosa che non mi ha impedito di arrivare una volta sul set in clamoroso ritardo. Convocazione alle 7, mi sono svegliato alle 11.10… Sono arrivato tesissimo sul set ma con estrema nonchalance…” Borghi ha risposto anche alle
domande sul suo rapporto con l’autore del romanzo che ha ispirato la serie: “Adesso io e Guido Brera siamo diventati grandi amici; è una persona che trovo illuminante dal punto di vista umano ma anche di conoscenza: sai che ha sempre qualcosa da farti mettere nel cassetto per arricchirti”.

Il lavoro sul set

In molti hanno chiesto com’è stato recitare non nella propria lingua. Se per Kasia, polacca, non è stato un problema (“non lavoro con la mia lingua da sempre”), più impegnativa è stata la prova per Alessandro Borghi: “ho sempre avuto un buon orecchio e ho sempre visto contenuti e film in lingua originale. La maggiore difficoltà è stata recitare con un accento british con, in più, i dettagli legati al linguaggio del mondo della finanza. Ho avuto un coach per 3 mesi: per raggiungere un obiettivo è necessario moltissimo allenamento”. Grande curiosità anche per il rapporto sul set tra Kasia Smutniak e il bel Patrick Dempsey. “La
prima scena che abbiamo dovuto girare era molto emotiva”, ha esordito Kasia, “Dempsey è stato molto discreto. Pescare dal vissuto di un attore è sempre doloroso per riuscire a interpretare personaggi, ma Dempsey ha dimostrato una grande sensibilità e una grande discrezione”.

Il futuro del cinema

I due protagonisti hanno risposto anche alle inevitabili domande sugli effetti dell’attuale crisi sul mondo del cinema. “C’è una sana paura per quello che accadrà”, ha esordito Borghi, “ma è necessaria una transizione. Si dice che si girerà con troupe ridotte, ma questo è un mestiere che richiede una grandissima maestria e l'apporto di tutti. Spero che non si cada nel tranello che «a costo di farlo, facciamolo male»”. Sulla stessa lunghezza d’onda la Smutniak: Quello che stiamo vivendo cambierà anche il nostro modo di lavorare. È impossibile ridurre le persone, scrivere delle sceneggiature in cui gli attori non si toccano, non si abbracciano, non interagiscono. Non è solo un lavoro di attori e regista, ma è un lavoro collettivo in cui tutte le particelle sono estremamente importanti. Io ho tanta paura per il cinema. Ci vorrà tempo prima
di tornare sul set”.

Dal 17 aprile sarà possibile guardare su Sky Atlantic due episodi a settimana per 5 settimane di Diavoli. Buona visione!