A Domenica In Mara Venier ospita l’attore Giuseppe Zeno, reduce dal successo della fiction Mentre ero via. È una carriera costellata da successi quella dell’attore campano, marito di Margareth Madè e padre della piccola Angelica. Della sua vita privata, però, concede poco. Decide di raccontarsi solo quando pungolato dalla Venier che, attraverso le foto del cuore, prova a farlo sbottonare. Della compagna racconta di averla vista quando recitò nel film Baarìa di Giuseppe Tornatore. Quel primo incontro filtrato da uno schermo lo folgorò:

Quando l’ho vista la prima volta, sono rimasto folgorato, e non artisticamente. La sua bellezza trasmette il suo animo, è una donna che ha principi e valori siciliani. Ci siamo conosciuti per caso a casa di un amico comune. Condividiamo molte cose, abbiamo famiglie che sono molto simili. Ci siamo spostati a Siracusa e questa è una delle pochissime foto che abbiamo fatto.

La nascita di Angelica

Zeno e la Madè hanno avuto insieme la piccola Angelica, figlia che oggi ha un anno e mezzo. L’attore ricorda di avere assistito al parto, un po’ per caso. Vedere compiersi la nascita di sua figlia lo ha emozionato, benché oggi l’attore ammetta di avere realizzato solo più tardi che la sua vita sarebbe cambiata:

Questa foto l’ho scattata io quando ho portato per la prima volta Angelica da sua madre. Vedere una donna che sta per partorire, vederla soffrire per mettere al mondo un figlio, è straordinario. Ho assistito al parto, sono sempre stato lì. In realtà mi ci sono un po’ trovato. Avevo sempre detto di voler partecipare ma non sapevo che i medici avessero deciso di coinvolgermi da protagonista. Ho sostenuto fisicamente Margareth durante il parto. All’inizio non ti rendi conto di quanto sta accadendo, lo percepisci realmente solo dopo qualche mese.

La vita a Ercolano e gli esordi da attore

Zeno è originario di Ercolano, paese in provincia di Napoli. Fu proprio il fatto di nascere all’interno di un ambiente dalla cultura così marcatamente partenopea a spingerlo verso la recitazione: “Sono di Ercolano, è una città meravigliosa. Sono nato nell’essenza dell’arte drammatica per cui ho cominciato a fare le prime recite a scuola. Essendo molto timido, mi accorgevo che nella recitazione riuscivo a dire ciò non dicevo nella vita. Mi sono trasferito in Calabria quando avevo 10 anni e ho cominciato a frequentare i primi corsi pomeridiani”. Da lì il successo che lo ha travolto ma che, nemmeno oggi, gli consente di pensare di essere arrivato lì dove voleva: “Non mi sento arrivato, credo che non lo sentirò mai. Il successo se è inteso come riscontro di apprezzamento nel pubblico fa piacere, ma non mi ci adagio. Rischierei di perdere gli stimoli”.