Giorgio Panariello torna a parlare della vicenda di suo fratello Franco, morto nel 2011 in seguito a una vicenda dai tratti inizialmente sfumati, che ha preso consistenza solo in seguito ai risvolti giudiziari. Ospite di Mara Venier a Domenica In, il comico è tornato a parlare della vicenda, anche in relazione al suo libro, “Sono mio fratello”, in cui ha ripercorso tutta la loro storia, dall’infanzia senza la madre che li abbandonò fino alla sua scomparsa. “Ogni pagina è un colpo al cuore – ha detto Mara Venier – perché il pubblico non può immaginare che tu sia un sopravvissuto“, gli ha detto Mara Venier.

Panariello ha quindi voluto ribadire quanto emerso rispetto alla scomparsa del fratello Franco: Mio fratello non è morto di overdose ma perché è stato lasciato dagli amici sul lungomare di Viareggio come un materasso e se n’è andato per ipotermia“. Quindi ha aggiunto: “Mio fratello è morto di freddo per colpa della droga. Poteva succedere a me. Franchino era buono, se non avesse incontrato l’eroina sarebbe stato tutto diverso. Era bravissimo… Mio fratello giocava in modo meraviglioso. Se avesse avuto la possibilità di giocare in una squadra sarebbe diventato un grande calciatore”: Poi Panariello ha aggiunto: “Volevo raccontare la storia di un ragazzo, la sua sfortuna come l’ho avuta io […] “Nel corso della mia vita ho avuto la sua stessa disperazione ed anch’io ho rischiato di cadere nella trappola degli stupefacenti. Mi son fermato in tempo".

La notizia della morte del fratello arrivata da Carlo Conti

L'attore, che ha un ruolo nella fiction Gli orologi del diavolo, in partenza nei prossimi giorni su Rai1, ha raccontato che la notizia della morte gli era arrivata da Carlo Conti: "Mi ha chiamato alle 7 del mattino per dirmi che lo era venuto sapere". parlato del senso dell'operazione di questo libro, che nasce per parlare di un ragazzo che si era ricostituito:

Lo scopo di questo libro è quello di ridare dignità a Franco e raccontare la storia di un ragazzo come tanti, finito in una storia difficile, per dir loro che ce la possono fare.

Il rimorso di Giorgio Panariello

L'intento dichiarato di Panariello è "ribadire che la fine di chi inizia a bucarsi, e non smette davvero, è sempre e soltanto questa: la morte. Secondo, denunciare il fatto che non si parla più di un problema, quello dell'eroina, che non è mai stato risolto e coinvolge ancora tantissima gente". E non nega un rimorso: "Che peccato non essere stato all'altezza di aiutare Franco prima, quando potevo fare qualcosa".

La morte di Franco Panariello nel 2011

Il decesso di Franco Panariello risale al 27 dicembre 2011. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l'uomo si trovava con i tre amici a casa di uno di loro dopo una cena in un ristorante del posto. All’improvviso ha accusato un malore ma invece di soccorrerlo, salvandogli la vita, gli amici lo hanno abbandonato nella zona di Città Giardino chiamando la polizia e avvertendo di una persona che non stava in piedi.