Giorgio Panariello è intervenuto come ospite a Verissimo, nella puntata in onda sabato 28 settembre. Come fa nel suo libro autobiografico appena uscito, il comico toscano ha parlato tra l'altro del fratello Franco, morto quando aveva soli 50 anni. Un dramma che Panariello si porta dietro dal 2011 e che fu la triste conclusione di una vita molto difficile.

I problemi del fratello Franco con le droghe

L'infanzia dei due fratelli è stata decisamente insolita: "Da piccolo io percepivo i miei nonni come i miei genitori e i miei zii come fratelli. Ho scoperto solo dopo che la donna che veniva a portarci alcuni doni a Natale era mia madre", ha raccontato Panariello, ricordando che un giorno in famiglia è arrivato anche il fratello Franco, che in precedenza era stato affidato a un istituto: "All'inizio lo portarono a Natale. Ho percepito che non era un parente lontano e infatti mia madre mi disse che era mio fratello Franco. Poi spariva e tornava dopo un po'. Alla fine ha voluto venire a casa definitivamente". Da grande, purtroppo, Franco iniziò a fare uso di droghe:

Erano gli anni ’80 in tutta Italia c’è stato il boom della eroina e in special modo nei posti dove abito io, la Versilia è molto bella d’estate, ma l’inverno è molto lungo e freddo. Non c'era nulla. Molti danni li ha fatti la noia, questi ragazzi non avevano da fare niente, dopo la scuola ai margini delle pinete. Per un po' ho cercato di aiutarlo. Se lo lasciavo a casa litigava con mio nonno e si mettevano le mani addosso, così per un po' l'ho portato a lavorare con me. Era una persona divertente, pensa che al suo funerale c'erano anche persone che lui aveva derubato! Era simpaticissimo, tutti gli volevano bene, anche quelli che avevano ricevuto dei danni. A un certo punto non ce l'ho più fatta a portarlo con me, Franco ha rappresentato una zavorra. Ho capito che solo realizzando me stesso potevo aiutare lui e la mia famiglia.

Il videomessaggio di Carlo Conti

Franco Panariello è morto nel 2011, non per l'uso di droghe ma per ipotermia, sul lungomare di Viareggio: "Si era disintossicato. L’ho visto prima della vigilia di Natale, il 23 dicembre. Stava bene, era rifiorito. Viveva a Pietrasanta in un appartamento, con due vicine di casa che lo accudivano e gli facevano da mangiare. L’ho invitato per la vigilia, ma aveva già i suoi appuntamenti ed è stato l’ultimo giorno che l’ho visto. Il 26 mattina è arrivata la telefonata di Carlo Conti. L'avevano trovato. Sono andato subito all’obitorio di Viareggio".  Proprio l'amico Carlo Conti, peraltro reduce dal Covid, ha inviato un videomessaggio:

Il destino ha voluto che fossi proprio io a comunicare a Giorgio il ritrovamento del fratello. Un altro dei momenti che ci ha unito e legato. Caro Giorgio, ricordati che sia Franco, che ma' che pa' sono orgogliosi di te.