Il rispetto per gli anziani insegnato da Gigi Proietti, intervenuto in collegamento a Propaganda Live nella puntata in onda venerdì 24 aprile. Il conduttore Diego "Zoro" Bianchi ha affrontato un tema quanto mai attuale, in tempi in cui si riflette sulle tantissime vittime di coronavirus che appartengono alle fasce d'età avanzata. Immediatamente virale su Twitter il commento del grande attore romano:

Il dibattito sugli anziani? Non vorrei che si pensasse che è solo un fatto autobiografico, ma sono un po' inca**ato, sì! Se vogliamo essere seri, non esiste un momento della civiltà nel quale gli anziani – ma chiamiamoli pure vecchi – non sono stati rispettati come è successo adesso. C'è stata mancanza di rispetto. Non mi è piaciuto ma è stata una conferma: si sapeva anche prima che in questa società non c'è rispetto per gli anziani. Una volta c'era poco rispetto anche per i neonati, poi hanno scoperto che possono essere soggetto di consumi e hanno cominciato a interessarsi ai più piccoli.

Gigi Proietti chiede le scuse di politici e classe dirigente

Proietti ha spiegato che sta vivendo il periodo di quarantena con le due figlie Susanna e Carlotta  e con il compagno di quest'ultima. In questi giorni di isolamento casalingo, ha confessato di aver riflettuto molto sull'andamento della società italiana degli ultimi decenni, che probabilmente ha condizionato l'attuale situazione in cui sta versando l'Italia, di fronte alla pandemia da coronavirus. Pandemia in cui, a suo dire, forse è ancora un po' presto per passare dal lockdown al ritorno alle attività:

Ho pensato molto. E ho capito che, da un 35 anni a questa parte, dovremmo avere molte scuse da parte di chi ha organizzato la vita sociale, dai politici e dalla classe dirigente. Mi sono chiesto se anche io ho qualche responsabilità. Se sono pronto per la ripartenza? Io posso restare ancora un po' a casa. Abbiamo fatto 30, io sono tra quelli che avrebbero preferito fare 31.

Gigi Proietti alle soglie degli 80 anni

Quest'anno, il 2 novembre, Proietti festeggerà gli 80 anni. Una vita e una carriera straordinaria quella dell'attore, comico e conduttore romano, icona assoluta del teatro e del cinema (da cult come Febbre da cavallo all'ultimo ruolo di Mangiafoco nel Pinocchio di Garrone) ma anche della televisione, tra fiction e programmi. Un decano dello spettacolo italiano cui ancora oggi è saggio dare retta.