L'intervistatore per eccellenza del servizio pubblico, Gigi Marzullo, l'uomo dalle grandi e talvolta autoreferenziali domande, divenute un suo marchio di fabbrica, si è fatto intervistare da Pierluigi Diaco nella trasmissione pomeridiana "Io e Te". Un'intervista che ha fatto spogliato Marzullo dall'abituale seriosità che lo caratterizza, facendo emergere certamente un personaggio insolito, inaspettato, che si è lasciato andare anche ad alcune confessioni intime.

Diaco ha provato a sollecitare la faccia oscura di Marzullo, che raccontando la sua giovinezza non nega di aver fatto le sue follie: "Le trasgressioni si vivono e non si raccontano". Oggi Gigi Marzullo è sposato con Antonella, portata all'altare dopo 20 anni di relazione. Un aspetto che non ama trattare, ma non si tira indietro quando c'è da parlare di donne: "Per me è un diritto corteggiare una donna, specie se è una bella donna". E smonta anche l'idea di un suo approccio contemplativo al corteggiamento:

All'inizio sì, ma poi il momento del K.O. arriva. Quando devi fare gol, devi farlo.

Gigi Marzullo si abbandona poi ad argomenti più frivoli, svelando il segreto tricologico della sua curatissima chioma: "Tutte le mattina vado dal parrucchiere, prima di venire in Rai a registrare. Mi faccio uno shampoo, mi pettino e vengo a lavorare".

Dai primi anni di lavoro in Rai ad oggi è trascorso molto tempo e Marzullo, che oggi è una sorta di istituzione del servizio pubblico, non era molto amato agli inizi, colpito da critiche e facile ironia: "Mi ferivano. Ma devo dire che mi ha criticato, specie quelli in malafede, hanno fatto in modo che io salissi su un piedistallo, che la gente mi conoscesse meglio". La carriera televisiva era la sola alternativa all'altro desiderio, quello di fare il medico:

Avevo una grande sintonia con i malati di mente, ho sempre pensato che abbiano una sensibilità molto più pronunciata della nostra, che a volte non riescono a controllare. Non ti nascondo che di tanto in tanto vado ad Avellino in una clinica per persone con disturbi.

L'intervista si chiude con la domanda delle domande, ovvero se sia lui a pensare tutte quelle acrobatiche domande: "Le domande le scrivo io, con l'aiuto dei miei collaboratori. Le scrivo durante la settimana, facendomi ispirare dalle cose che vedo intorno a me. Poi la domenica, intorno al tavolo di Fabio Fazio, mi lascio ispirare perché è un'atmosfera bellissima".