Francesco Totti è ospite di Verissimo, nella puntata di sabato 28 novembre, dopo uno dei periodi più difficili della sua vita. Insieme alla moglie Ilary Blasi è stato vittima del Covid, fortunatamente senza gravi conseguenze, e lo stesso virus gli ha portato via il padre Enzo. Ed è proprio di lui che ha parlato in collegamento con Silvia Toffanin, in merito alle prossime feste natalizie che saranno pesantemente segnate dall'emergenza sanitaria come il resto del 2020.

Spero di passarlo in famiglia, ma sarà un Natale diverso. Purtroppo non sarà come gli altri perché poco tempo fa ho perso mio padre. Quando hai una famiglia unita cerchi di passare oltre queste cose brutte che capitano nella vita. Speriamo che questo vaccino arrivi presto, ci siamo un po' stufati di essere rinchiusi.

Le conseguenze del coronavirus sul calcio

La morte del padre è stato un duro colpo per Totti, che ha dovuto annullare la sua partecipazione alla festa del cinema di Roma alla prima del documentario dedicato a lui, "Mi chiamo Francesco Totti" di Alex Infascelli. Poco dopo, anche l'ex calciatore e la Blasi hanno contratto il coronavirus da cui sono guariti pochi giorni fa. Nonostante sia stato colpito da una polmonite bilaterale, lo storico capitano della Roma è riuscito a curarsi a casa. Sempre a Verissimo, Totti ha parlato anche di come la pandemia stia pesando molto sul mondo mondo del calcio, che in questi mesi deve andare avanti senza tifosi.

Con gli stadi vuoti non è più calcio, è uno sport diverso e dalla televisione non ti appassiona più come prima. Speriamo si possa tornare alla normalità il prima possibile.

Il ricordo di Diego Armando Maradona

Gran parte della sua ospitata a Verissimo ruota ovviamente intorno al ricordo di Diego Armando Maradona, morto il 25 novembre a causa di un arresto cardiaco: “Lui è ancora qui con noi. Le emozioni che ci ha lasciato sono irripetibili. Avevo un bellissimo rapporto con Diego. Fuori dal terreno di gioco era una persona straordinaria mentre in campo era il calcio, era inimitabile. Neanche alla Playstation si può copiare quello che faceva lui. Lo voglio ricordare così, è come se non fosse mai morto, rimarrà qui sulla terra perché era diverso da tutti gli altri”. Totti è aperto a partecipare in caso di una partita in suo onore (“Se mi dovessero chiamare accetterei subito la convocazione”) e ha raccontato alla Toffanin un aneddoto sul grande campione, relativo al giorno in cui scelse di ritirarsi:

Quando ho smesso di giocare Maradona è stato il primo a chiamarmi per darmi sostegno e per dirmi di stare tranquillo. È stato un gesto che porterò sempre con me.