Francesco Facchinetti figlio di Roby Facchinetti dei Pooh ricorda Stefano D'Orazio morto da pochi giorni e lo strazio nel ricordarne gli ultimi momenti è tangibile. Ospite al Maurizio Costanzo Show, il Capitano Facchinetti ha spiegato cosa ha provato quando ha dovuto staccarsi da colui che per una vita intera è stato un altro padre, uno zio, un parente stretto, un membro di una famiglia circense con la quale lui ha girato l'Italia quando aveva solo sei mesi.

Mi torna in mente tutta la mia vita, quando mi dicono sei il figlio dei Pooh, è oggettivo che sia così. Sono cresciuto all’ombra del palco dei Pooh, mio padre mi ha portato al primo tour a sei mesi e loro sono tutti i miei zii, siamo come una famiglia di circensi.

Preservare la memoria storica del Paese

Il padre Roby Facchinetti sta male, ha perso un pezzo di vita, un compagno di viaggio andato via troppo presto e adesso realizzare che non potranno più collaborare insieme è un aspetto che logora. Reduci dal successo del singolo Rinascerò rinascerai, dedicato ai morti di Bergamo e alla città intera che ha combattuto una prima fase del coronavirus decisamente devastante, potranno essere riascoltati dai fan ma non riusciranno mai più a cantarla insieme e questo, insieme al resto, genera una sofferenza molto grande. Un pensiero, infine, va alle persone anziane, memoria storica del Paese, che andrebbero protette e non esposte a questo continuo pericolo di morte:

Papà non sta bene, soffre molto perché Stefano era un compagno di viaggio. Rinascerò rinascerai ha un testo scritto da Stefano e musiche da papà, l'hanno fatto per Bergamo, era una grandissima persona. Quando chiedevi un favore, lui si scatenava per aiutarti, se ne vanno sempre via i migliori. È un momento di sofferenza per tutti coloro che stanno perdendo le persone care, abbraccio tutti a distanza, soprattutto le persone più indifese, quelle più in là con gli anni, che bisognerebbe preservare come memoria storica di questo Paese e non lasciati in balia del dolore e della morte.